16 Dicembre 2007

Dodicimila immigrati per 5 mila posti

Il server in rete fa attendere
Il caso dei cittadini dello Sri Lanka: il computer stenta a leggere i nomi
Dodicimila immigrati per 5 mila posti
Cervellone in tilt poche ore dopo l`apertura.
Cosolini: il mercato è stabile
LE DOMANDE AL MINISTERO Faticoso avvio delle procedure del decreto flussi per l`assunzione Codacons e Arci protestano.
Nel paese già 300 mila domande

UDINE. Il Friuli Vg si attende un flusso di oltre 12 mila immigrati a fronte di 5 mila posti disponibili. Queste le previsioni formulate ieri, all`avvio della presentazione delle domande per il lavoro in Italia. “Non disponiamo di dati freschi viste le nuove modalità di presentazione delle richieste – ha spiegato l`assessore regionale al Lavoro, Roberto Cosolini -. � presto per fare dei conti“. Intanto a Roma il server del ministero, arrivato a quota 300 mila domande, per qualche ora è andato in tilt. “Con il nuovo sistema (le domande sono spedite al server informatico del ministero, con 170 mila posti disponibili) evidentemente non possiamo disporre di dati attendibili visto che non sono stati attivati gli sportelli per il lavoro. Dovremo attendere i risultati che ci fornirà il ministero“. Si tratta di un test che non ha precedenti. “Grosso modo, però – ha spiegato Cosolini – le domande che ci sono pervenute negli anni scorsi erano circa 400 mila o poco pi�. L`attesa verosimile per quest`anno, dunque, potrebbe essere di oltre 450 mila, visto che le previsioni per la nostra regione sono sempre state orientate, tendenzialmente, alla stabilità. La domanda di manodopera che rileviamo attraverso una serie di analisi e di campionamenti è sostanzialmente costante negli anni“. Una novità invece l`assessore la rileva nel fatto che “potrebbe esserci un riequilibrio tra i flussi di lavoratori neocomunitari che un tempo erano serbatoio di extracomunitari“. � il caso dei lavoratori romeni. Finora le domande presentate in Fvg sono 4.324 in provincia di Pordenone, 4.137 a Udine, 2.492 a Trieste e 1.936 a Gorizia. Quanto allo scenario nazionale, ieri nel primo pomeriggio le domande di assunzione per lavoro registrate al Viminale erano già 300 mila. “Le procedure si stanno svolgendo in modo regolare. Resta il consiglio all`utente di aspettare, rimanendo connesso a Internet, se all`invio dei moduli non compare immediatamente la scritta inviato. Il sistema – precisava il ministero – è stato programmato in questa maniera proprio per permettere di far entrare tutti nel sito. L`attesa può anche superare la mezz`ora ma questo non vuol dire che ci siano problemi“. Secondo i dati forniti da Roma il 32% delle domande che stavano giungendo al Viminale per assumere lavoratori immigrati erano inoltrate da associazioni e patronati. Il 68% è stato inoltrato da singoli privati. Nel tardo pomeriggio, però, il sistema ha cominciato ad andare in tilt. “Il sito non riceve le domande“, ha denunciato il Codacons che ha chiesto la proroga dei termini. “Centinaia di segnalazioni di immigrati sono disperati: non riescono a inoltrare la domanda perchè il sito del ministero non la riceve. L`associazione dei consumatori ha chiesto al Viminale un`indagine immediata e una proroga dei termini che scadevano ieri. “La situazione è gravissima. Registriamo che il sistema è inadatto e inadeguato, non sta funzionando“, ha poi dichiarato Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell`Arci, una delle associazioni che sta gratuitamente offrendo assistenza a chi deve presentare domanda di assunzione di uno straniero. “Per quel che ci riguarda – precisa – dovremmo inviare circa 10 mila domande, mentre finora ne abbiamo potuto inviare solo l`1-2 per cento. Gran parte delle domande non sono partite, le macchine sono ferme, in attesa“. Il “cervellone“ del ministero degli Interni non legge i nomi dei cittadini dello Sri Lanka, ha poi denunciato la Cisl di Milano. “Abbiamo cliccato sul computer, come tutti, per inviare le circa 300 pratiche del decreto flussi 2007, da noi seguite, relative ai cittadini appartenenti ai Paesi, cosiddetti, privilegiati. Di fronte al blocco improvviso del sistema, prolungatosi per due ore, abbiamo scoperto che il “cervellone“ del ministero degli Interni non riconosce i nominativi dei cittadini dello Sri Lanka. Lo stesso problema era stato riscontrato nel decreto flussi 2006. Avrebbero dovuto risolverlo per tempo“.

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