1 Febbraio 2005

Dobbiamo alzare la voce, altrimenti continueremo a viaggiare come bestie

MILANO – «Dobbiamo alzare la voce, altrimenti continueremo a viaggiare come bestie». Così dicono di sentirsi, bestie su carri merci. Per questo sfidano la legge: «Abbiamo diritto a spostarci in condizioni civili». Pendolari sulle barricate. Come Erica Cicciarello, 20 anni, studentessa esasperata: «Non ne possiamo più». L?ultimo atto di «binario selvaggio» dura quasi 5 ore. È l?ennesimo blocco nel mese nero dei pendolari. Stavolta tocca a Vignate, stazione senza biglietteria e senza un efficiente sistema di informazioni. Dove una donna incinta di sei mesi, durante il blocco, si sente male e viene portata d?urgenza in ospedale. Niente di grave, subito dimessa, ma c?è chi sorride amaro e commenta: «Dovrebbero riconoscere il pendolare come lavoro usurante – spiega Gianni Nazzari – viaggio da 35 anni: ogni giorno ho a che fare con treni che non partono e non arrivano, biglietterie automatiche guaste, obliteratrici rotte». Freddo da battere i denti, polizia e carabinieri tutt?intorno, la protesta continua. Perché qualcuno, a causa dei disservizi continui, rischia il posto: «Sto consumando le ferie mezz?ora al giorno – racconta sbuffando Emanuel Rovesi – non ho colpa dei ritardi, però ne sto facendo le spese». E di pagare, anche i pendolari della Milano-Verona sono stufi: «Inizieremo lo sciopero del biglietto», anticipa Luigi Dedei, uno dei portavoce del comitato Nord-Est che si è costituito ieri mattina.
Uno sciopero che i pendolari della Milano-Torino hanno annunciato 15 giorni fa e che prenderà il via oggi, con il sostegno del Codacons. Una rivolta che ha trovato consensi sulle linee martoriate dai ritardi, allargandosi prima di tutto ai passeggeri della Varese-Milano. L?incitamento alla protesta compare in questi giorni su dei volantini distribuiti in tutte le principali stazioni della linea. Invitano a non rinnovare l?abbonamento per il mese di febbraio ed esibire ai controllori la tessera di gennaio.
Ma c?è anche chi critica queste forme di protesta. Dice Renata Lang, portavoce dei pendolari della Milano-Mortara: «È il governo che dovrebbe intervenire con maggiori investimenti».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox