10 Agosto 2022

DL AIUTI BIS: MIMS, 70 MILIONI PER I TRASPORTI NEL 2022

    CODACONS: MISURE INSUFFICIENTI, DAL NUOVO GOVERNO CI ASPETTIAMO PREZZI FISSI PER I CARBURANTI. IN UN ANNO +10,45% PER LA BENZINA, +19,95% PER IL GASOLIO, +16,86% PER IL GPL
    SARÀ AUTUNNO BOLLENTE SUL FRONTE DI PREZZI, TARIFFE E CONSUMI E SE I PREZZI SALIRANNO ANCORA RISCHIO CROLLO DELLA SPESA DELLE FAMIGLIE CON DANNI PER COMMERCIO, INDUSTRIA, OCCUPAZIONE ED ECONOMIA

    Il Codacons torna a contestare il Dl Aiuti Bis, che avrà un impatto molto limitato sulla situazione generale del Paese. L’Associazione, alla luce del provvedimento, considera le misure del tutto insufficienti. Il rischio tangibile è quello di un autunno bollente sul fronte di prezzi, tariffe e consumi. E se i prezzi saliranno ancora c’è la possibilità di un crollo della spesa delle famiglie, con danni immensi per commercio, industria, occupazione ed economia.
    Semplicemente, non bastano – nello scenario in cui ci troviamo – bonus energia e sconto nelle bollette, sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale fino al 31 ottobre 2022, proroga al 20 settembre del taglio alle accise su benzina e su gasolio e le altre misure varate.
    Per l’Associazione, i punti “dolenti” relativi al decreto sono evidenti:
    Carburanti. Di fronte alla crescita senza freni dei listini, limitarsi a prorogare lo sconto sulle accise non può bastare. Nonostante la riduzione delle accise già in vigore da marzo, oggi un litro di benzina costa il 10,45% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il diesel è rincarato del 19,95% su base annua. Una escalation che si ripercuote non solo sulle spesa per il pieno, ma anche sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti. Sarebbe servito un intervento più incisivo e direttamente alla fonte sulla definizione dei prezzi dei carburanti, caratterizzati da speculazioni evidenti e da listini schizofrenici che non seguono l’andamento del petrolio;
    Inflazione e IVA sugli alimentari. Poiché l’inflazione continua a rappresentare la principale emergenza del Paese, con i prezzi che anche a luglio hanno fatto registrare rincari record, a gran voce – allarmati dai dati che dimostrano come gli italiani stiano tagliando sul cibo e sulla spesa alimentare – avevamo chiesto di inserire nel decreto l’abbattimento dell’Iva per i beni primari, in modo da determinare una riduzione immediata dei prezzi al dettaglio e tutelare le tasche delle famiglie in questo momento di emergenza: proposta, inaspettatamente, stralciata rispetto alle prime bozze;
    Energia e bonus. L’esperienza del passato insegna che l’erogazione di bonus a pioggia non abbia aiutato l’economia e non abbia apportato benefici sul fronte dei consumi. L’unica soluzione concreta riguarda un contenimento strutturale dei prezzi, attraverso misure in grado di abbattere listini e tariffe e riportare le bollette di luce e gas a livelli accettabili, anche ricorrendo a tariffe amministrate: una strada che si è scelto di non seguire, lasciando milioni di italiani in balia di inflazione e speculazioni.
    La speranza è che – in vista delle elezioni – il nuovo Governo abbia la legittimità e il coraggio di intervenire in maniera finalmente efficace, a tutela delle tasche dei milioni di italiani dissanguate da una situazione economica sempre più insostenibile.

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