4 Agosto 2022

DL AIUTI BIS: BOZZA, FINO A 1 MILIARDO DI AUMENTO PER L’ILVA

    CODACONS: RIPROVANO A “SALVARE L’ILVA” MENTRE È ORA DI DISMETTERLA

    IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI NON PUÒ PIÙ ESSERE BARATTATO CON QUELLO AL LAVORO

     

    Basta con la diffusione di veleni nell’aria e con le morti prodotte dall’inquinamento: è ora di chiudere definitivamente il capitolo Ilva, e invece di trovare soluzioni cervellotiche per l’ennesimo “salvataggio” l’acciaieria va dismessa, riportando salubrità e rispetto dell’ambiente a Taranto. Per il Codacons, da sempre in prima fila nei tribunali, a tutela del diritto alla salute dei residenti, giunti a questo punto non ci sono più altre strade da seguire: il Governo deve imporre un cambio di passo rispetto al passato mettendo la salute dei residenti come interesse primario, tutelando ovviamente i lavoratori dell’azienda con ogni mezzo previsto dalla legge.

    La città di Taranto ha già pagato un prezzo immenso per mantenere in funzione l’impianto: come abbiamo dimostrato in una ricerca elaborata su dati Istat, Unioncamere, Sole24ore e Prometei, si va dallo spopolamento, (con il numero di residenti diminuito del 18,2% tra il 1992 e il 2020, dai 231.811 abitanti del 1992 ai 189.542 del 2020), alla mortalità (7,0 ogni mille abitanti nel 1992, 7,4 ogni mille abitanti nel 2002, 10,2 ogni mille abitanti nel 2019), al reddito pro-capite (inferiore di quasi il 20% rispetto la media nazionale: 15.799 euro a Taranto mentre quello nazionale si attesta a 19.705 euro), al prezzo delle case enormemente svalutato (929,62 euro al metro quadrato nel 1992, 1.100 euro al metro quadrato nel 2020; con una differenza pari al +18,3% a fronte di una inflazione Italia, nel medesimo periodo, pari al +63,3%) a un peggioramento della qualità della vita sotto ogni aspetto, dalla ricchezza ai consumi, passando per i servizi, l’ambiente e il Pil. Il tributo di Taranto e dei tarantini deve finire al più presto: di “salvataggi” fuori tempo massimo non c’è proprio alcun bisogno.

    Per tutelare fino in fondo i diritti dei cittadini di Taranto, l’Associazione ha inoltre deciso di valutare le posizioni dei singoli danneggiati dall’inquinamento causato dall’ex ILVA ai fini di un’eventuale azione risarcitoria.

    Pertanto, il Codacons metterà da domani a disposizione all’indirizzo www.codacons.it un modulo di pre-adesione con il quale chi ha riportato danni alla salute a causa – presumibilmente  – dell’inquinamento causato sul territorio della città di Taranto dall’impianto siderurgico potrà segnalarlo, senza alcun costo e senza impegno, allegando adeguata documentazione sanitaria. Il team medico – legale del Codacons valuterà la segnalazione e fornirà riscontro, comunicando, ove ricorrano i presupposti, la possibilità di effettuare la necessaria perizia con gli esperti del Codacons e i relativi costi.

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