26 Gennaio 2019

“Divieto assoluto per i telefonini a scuola” Un emendamento Lega-Fi riapre la polemica

contrari il ministro e le associazioni di studenti e presidi: “i cellulari sono uno strumento che aiuta a imparare”
E quindi che si fa con i cellulari in classe? Si portano oppure no? Per il momento si è iniziato a discutere ancora una volta del tema ma il dibattito è in corso. Un emendamento depositato alla Camera dalla Lega insieme a una proposta di Forza Italia vuole introdurre un divieto assoluto, a meno di casi previsti dalle scuole. Si tornerebbe insomma indietro di oltre dieci anni, ai tempi del ministro Giuseppe Fioroni che per primo regolò la materia con una circolare che li vietava perché l’ uso dei cellulari si era ormai diffuso a dismisura. Si schierano contro in molti ma soprattutto esprime una posizione molto diversa il ministro dell’ Istruzione Marco Bussetti. I cellulari sono «uno strumento fondamentale e sono a favore», spiega. Il ministro sottolinea anche che nelle scuole c’ è un’ autonomia di cui ha pieno «rispetto». E si rivolge anche a chi dovrebbe usare i cellulari: «Ho fiducia nei nostri studenti, nel loro senso di responsabilità sull’ uso consapevole di questi strumenti», avverte. Non è chiaro che cosa accadrà a questo punto, se ci sarà un nuovo scontro all’ interno del governo, se si andrà avanti o si lascerà cadere l’ intervento di legge. Più o meno a ogni nuovo ministro si ripropone il problema e si cambia parere senza poi mai cambiare davvero nulla. Esattamente lo scorso anno la ministra Valeria Fedeli aveva assunto una posizione meno rigida riconoscendo che i cellulari potevano essere utili e quindi, pur mantenendo in vigore la circolare del 2007, emanò un decalogo che definiva nuove regole e un uso sotto il controllo degli insegnanti. Era lo stesso tipo di apertura già avviato quando al Miur c’ era Stefania Giannini. In realtà poi l’ uso dipende dai professori, dai presidi e dal rapporto che si instaura con i ragazzi. «Chiunque abbia a che fare con i giovani sa che una legge e un divieto avrebbero scarsa efficacia – ricorda Angela Nava Mambretti, presidente del Coordinamento Genitori Democratici -. Chi controllerebbe? E come? Povero quel Paese che ha bisogno di leggi sull’ uso di cellulari, mi verrebbe da dire, pensando che sarebbe molto più utile formare gli studenti al loro uso che tornare a vietarli». È una posizione molto simile a quella degli studenti. Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’ Unione degli Studenti: «Riteniamo controproducente la proposta di vietare l’ utilizzo del cellulare in classe. La scuola deve essere in grado di insegnare un uso critico e cosciente degli strumenti digitali, che ricoprono una componente fondamentale delle vite di tutti noi». Sulla stessa posizione anche i presidi. Antonello Giannelli, presidente dell’ Associazione nazionale presidi: «Non sono assolutamente d’ accordo sul vietare l’ uso dei cellulari in classe perché sono strumenti estremamente utili. Naturalmente la materia deve essere regolamentata ma è una competenza che deve essere lasciata all’ autonomia scolastica». Nelle stanze parlamentari si è creato un inedito fronte Lega-Forza Italia a favore del divieto. Contrarie le altre forze politiche. La vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Simona Malpezzi: «Il ministro Bussetti si allinea alla proposta di Valeria Fedeli». Purtroppo, aggiunge, «la linea del ministro Bussetti non è condivisa dai suoi colleghi di governo. Qualcuno ha avvisato il povero ministro Bussetti che la sua opinione non conta?». Intanto il Codacons annuncia battaglia contro un eventuale uso dei cellulari in classe. Il presidente Carlo Rienzi ricorda che « una recentissima sentenza del Tar del Lazio impone una campagna informativa sui rischi per la salute derivanti dall’ uso dei telefonini. Il che renderebbe di fatto impossibile l’ ingresso dei cellulari nelle scuole, considerato che è vietato diffondere tra i minori prodotti potenzialmente pericolosi». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
flavia amabile

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