20 Marzo 2020

DIVIETI VIOLATI E LE RICETTE DEL CODACONS E DEL MURO

La tirannia di un principe in un’ oligarchia non è pericolosa per il bene pubblico quanto l’ apatia del cittadino in una democrazia». La frase di Montesquieu ben si adatta alla particolarità del momento in cui emerge con forza la differenza tra Cina e Italia. La situazione delle persone che, nonostante i divieti, restano in giro è tale che vien da pensare che se anche l’ in dicazione di lavarsi le mani viene seguita allo stesso modo, a breve scoppierà pure un’ epidemia di colera. Eppure è stato detto in utti i modi. Ragioni scientifiche, senso civico, invito di testmonial, catene, ecc. ecc. Ma ancora c’ è chi va a giocare a carte nei circoli o in palestra esponendosi all’ inesorabile denuncia. Contro il rischio che queste denunce cadano nel nulla (magari quando sarà tutto risolto) interviene il Codacons: esposto alle Procure lucane affinché perseguano per concorso in epidemia se non per omicidio colposo chi non rispetta i divieti . Se anche questo non dovesse bastare c’ è l’ ultima spiaggia del sindaco di Tursi Salvatore Cosma: «Andrà a finire – dice in un appello – che la pazienza la perderò e sbatterò qualcuno contro il muro». Per scoprire che, alla fine il muro è meno duro e si rompe.

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