26 Ottobre 2004

Diversi condomini stanno già organizzando assemblee straordinarie



E mentre nella regione diversi condomini stanno già organizzando assemblee straordinarie per ridurre allo stretto necessario l?accensione degli impianti, è il Codacons a sintetizzare la situazione delle famiglie umbre: «Sarà un inverno freddo e non solo per la temperatura: se è vero che dopo la terza settimana non si fa più la spesa perché i soldi non bastano, ora bisognerà pure ridurre il tempo per scaldarsi». Intanto, l?Intesa stima che da qui alla prossima primavera, per scaldarsi si spenderà dai 120 ai 200 euro in più rispetto al 2003.
Allora come tagliare la spesa per il riscaldamento? Innanzitutto agendo sul termostato, ricordando che un grado di differenza in media si traduce in un 7% di consumo in più o in meno. La parola d?ordine rimane quindi ?scaldarsi il meno possibile?, tenendo presente che la temperatura massima che si può tenere in casa è di 20 gradi più due di tolleranza. Ma se in casa non ci sono malati, anziani o neonati, mantenere la temperatura media dell?abitazione a 18,5-19 gradi può essere sufficiente. Se l?impianto termico è autonomo, per tenere bassi consumi e bollette ci si può affidare ad alcuni accorgimenti tecnici. Senza pensare ad interventi radicali come la coibentazione di solai o muri esterni, le fughe di calore possono essere ridotte con l?installazione di doppi vetri. Una soluzione che si porta dietro anche la possibilità, in quanto interventi finalizzati al risparmio energetico, di usufruire dell?agevolazione fiscale del 36%. Altri piccoli accorgimenti riguardano, ad esempio, l?acqua calda: oltre i 40-50 gradi l?acqua diventa inutilmente bollente ed i consumi si impennano. Il 30% del calore, inoltre, si disperde lungo i tubi che portano l?acqua sanitaria e quella per i caloriferi. Facendo isolare le tubazioni si può quindi ottenere altro risparmio. Infine, per valutare gli esatti consumi di una famiglia, si possono far installare i contabilizzatori di calore, piccole valvole elettroniche applicate sugli elementi riscaldanti da centri di servizio operanti anche in Umbria. Sapendo dove si consuma di più si può intervenire riducendo gli sprechi.
Anche un uso razionale della caldaia può contribuire a risparmiare: una manutenzione insufficiente abbinata ad una durata di esercizio superiore a 7-8 anni fanno aumentare i consumi, possono provocare guasti e, di conseguenza, situazioni a rischio. Per questo i controlli sugli impianti termici sono stati resi obbligatori. In Umbria se ne contano circa 245 mila, di cui 141.496 (86.501 in Provincia di Perugia) riforniti dall?Enel gas. Su (quasi) tutti incombono anche i controlli a campione disposti dalla legge 10/91 e dai successivi Dpr 412/93 e 551/99. Verifiche eseguite dalla Provincia di Perugia nei comuni sotto i 40 mila abitanti, dall?Agesa nella provincia e nel comune di Terni, dall?Aea nel comune di Foligno. All?appello manca il comune di Perugia che per il momento non ha attivato procedure simili, né direttamente né affidandole ad agenzie per l?ambiente come hanno optato gli altri due grandi comuni dell?Umbria, Terni e Foligno. «Un fatto grave», sottolineano Cna e Confartigianato impianti.
A prescindere dall?attivazione di controlli a campione, le famiglie che hanno un impianto termico autonomo (sotto i 35 kW) devono ricordarsi di chiamare il manutentore (per i condomini ci deve pensare l?amministratore) prima dell?accensione per eseguire il controllo e la manutenzione annuale e, ogni due anni, le verifiche strumentali del rendimento di combustione (?analisi dei fumi?). Due operazioni per le quali – minimo – si spendono 80 euro: 60 per pulizia generale e controllo, 20 per l?analisi di combustione. Nota di cronaca: un consumatore perugino ha segnalato che nel novembre 2001, per entrambe le operazioni lo stesso manutentore chiedeva 85mila lire. Se lo stesso utente viene estratto per il controllo a campione dovrà spendere 46,48 euro ricordando, però, che la verifica dei tecnici della Provincia o delle Agenzie per l?ambiente sostituisce l?analisi di combustione fatta dall?artigiano di fiducia. Questo per evitare una doppia spesa da parte dell?utente.

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