«È diventata un bene di lusso Si evita di usarla nei weekend»
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fonte:
- La Provincia di Como
«L’ auto è diventata anche a Como un “bene di lusso”. Chi aveva una seconda auto, l’ ha dovuta vendere e chi la utilizzava anche nel weekend per la gita fuori porta, ora deve rinunciarvi». Anche il Codacons di Como, per bocca del suo presidente, Mauro Antonelli, mette in primo piano i costi legati alle spese di manutenzione di un veicolo, più che raddoppiati, secondo l’ associazione dei consumatori, negli ultimi 20 anni. «Lo stesso ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – spiega Antonelli – ha messo recentemente in luce che dal 1990 al 2010 le spese per la manutenzione e l’ uso di un auto sono salite da 47,283 miliardi a 103,714 miliardi con i carburanti cresciuti, da soli, di oltre il 170%. A ciò si devono aggiungere – precisa – le spese per il bollo, le assicurazioni, destinate ad aumentare del 5%, le multe, i pedaggi, la revisione, i costi dei parcheggi. E c’ è chi deve fare un mutuo solo per portare l’ auto dal meccanico». Insomma, «abbiamo calcolato che una famiglia media deve sborsare oggi per mantenere un’ automobile circa 4mila euro all’ anno – puntualizza – ed ecco che, per evitare d’ incorrere in ulteriori aggravi, gli spostamenti vengono ridotti al minimo. E si sta sempre più sviluppando il fenomeno di quanti appongono un contrassegno assicurativo falso. Consapevoli che, in mancanza di sinistri, potranno essere scovati solo dopo meticolosi incroci di banche dati». Parola d’ ordine, dunque, tirare avanti con la vecchia auto il più possibile, finché si rompe. «Anche il crollo delle vendite di auto usate dimostra con maggiore forza che la crisi sta diventando sempre più globale – sottolinea Antonelli – e che la mancanza di liquidità è all’ origine della flessione dei consumi e degli investimenti a cui segue una costante discesa del Pil. Lo dimostra il fatto che le auto, nuove e usate, restano invendute, sebbene i prezzi dei concessionari siano diventati sempre più vantaggiosi». «Per questo – conclude Antonelli, ribadendo le posizioni portate avanti dai consumatori anche a livello nazionale – chiediamo da tempo che almeno il bollo venga commisurato sulla base del valore dell’ auto, non sulla cilindrata». E i problemi della crisi salgono anche in auto: non bastassero le già evidenti difficoltà nel lavoro da parte di tante persone comasche. S. Bal.
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