9 Maggio 2019

Divario Nord Sud: costo della vita e differenze tra le due Italia

 

– Credits: iStock – Catherine Lane Che l’ Italia sia un Paese a due velocità è fatto noto e uno dei mali socio politici del nostro Paese. Con un Nord che fa da locomotiva all’ intero treno del Paese che perde pezzi scendendo chilometro per chilometro lungo lo stivale. A redditi più elevati al Nord corrisponde un maggiore costo della vita che si traduce in voci di spesa mensili per famiglia più alte al settentrione che al meridione. Gli ultimi dati Istat che fotografano lo stato del nostro Paese dal punto di vista dei consumi risalgono allo scorso anno e si riferiscono al 2017. L’ area geografica in cui mensilmente una famiglia tipo spende di più è il Nord-ovest (2.875 euro al mese) seguita dal Nord-est ( 2.843 euro) e Sud (2.071 euro) . Sotto i 2.000 euro al mese solo le Isole (1.983 euro) che staccano dal Nord dello stivale di poco meno di 900 euro al mese , il 45,0% in più in termini relativi. L’ Istituto di ricerca precisa poi che “S i stima un aumento della diseguaglianza nella distribuzione delle spese”. La forbice tra ricchi e poveri, in altri termini, va avanti ad allargarsi. “La spesa media mensile del decimo di famiglie che mette meno mano al portafoglio è diminuita del 5% (-2,0% rispetto al 2013) mentre quella del decimo che spende di più è aumentata del 4,3% (+13,0% rispetto al 2013). Ormai, la spesa complessiva del 20% di famiglie che spende di più è 5,2 volte quella del 20% di famiglie che spende meno”. Un carrello della spesa in un supermercato – Credits: Oliverio/Imagoeconomica Spesa base Al netto delle spese per abitazione e utenze relative, la prima voce d’ uscita per le famiglie è quella relativa al costo di pane, latte, carne, verdure e uova, ovvero dei beni alimentari di prima necessità. Istat spiega che la spesa media mensile al supermercato in Italia è di circa 4 57 euro mensili (+2,0% rispetto al monitoraggio precedente). “Quella per le carni resta la componente alimentare più importante – scrive Istat sul report – attestandosi a 94 euro mensili . Le spese per vegetali aumentano del 4,2% , quelle per frutta del 3,8% , salendo rispettivamente a 63 euro e a 43 euro mensili”. Anche in questo caso tra Nord e Sud esistono notevoli differenze. In termini percentuali e rispetto alla spesa media complessiva mensile al Nord Ovest , ovvero 2.874 euro , per il pane si spende il 2,8% di questo budget, al Nord Est (2.843 euro mensili) il 2,7% ; al Sud (2.071 euro al mese) invece solo per comprare il pane va via il 3,5% della quota mensile a disposizione della famiglia e nelle isole (1.982 euro) il 3,6% . Per latte, formaggi e uova al Nord Ovest , così come al Nord Est viene investito ogni mese il 2,1% del totale complessivo; al Sud il 2,8% e nelle Isole il 2,5% . Anche la carne ha il suo peso specifico nelle spese delle famiglie: al Nord Ovest pesa il 3,3% ; al Nord Est il 3% mentre balza al 5% per le tasche di chi vive al Sud e al 4,6% di chi vive nelle Isole . Sul fronte vegetali il peso di frutta e verdura nei conti di una famiglia del Nord Ovest è del 2,3% , in quella del Nord Est del 2,2% ; al Sud del 3% e nelle Isole del 2,8% . Pizzaiolo al lavoro a Napoli – Credits: ROBERTO SALOMONE/AFP/Getty Images Servizi ricettivi e ristorazione Uscire a mangiare una pizza o a fare un aperitivo con gli amici ha costi e pesi diversi nell’ Italia contemporanea a due velocità. Secondo quanto riporta Istat alla voce “Servizi ricettivi e ristorazione” al Nord Ovest e al Nord Est mediamente si spende il 5,9% del budget complessivo per godersi una cena fuori di casa, percentuale che precipita scendendo giù per lo stivale con Sud e Isole che possono permettersi d’ investire in una pizza tra amici soltanto il 3,5% del budget. Una pompa di benzina – Credits: (Credits: Daniele Stefanini / Imagoeconomica) Carburante Anche fare il pieno alla macchina ha costi differenti in Italia se ci si trova a Torino, Padova, Napoli o Catania e il divario può arrivare ai 90 centesimi al litro. In questo caso, però, a spendere di più sono coloro che vivono al sud della Penisola visto che tra Lecce e Messina un litro di benzina supera i 2 euro al litro. Le regione più conveniente per fare il pieno è il Veneto mentre il conto più salato è quello per gli automobilisti liguri e del Molise. Sul tema carburante è più difficile stilare una statistica complessiva visto le oscillazioni dei prezzi del carburante variano di settimana in settimana, da luogo a luogo e da distributore a distributore. In generale, però, le spese per i trasporti incidono sull’ 11,9% del budget di una famiglia al Nord Ovest , sul 12,2% al Nord Est ; sul 10,1% al Sud e sul 10,8% nelle Isole . Il contrassegno di carta, ricevuta dell’ assicurazione auto, sul parabrezza di una vettura. – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO RC Auto Persino assicurare la propria automobile è diverso se si vive al Nord o al Sud del Paese con un forte aumento della forbice dei prezzi a scapito del meridione. Questo accade perché al Sud è maggiore il numero degli incidenti e delle frodi assicurative e le compagnie assicurative regolano i prezzi tenendo in conto tutti i parametri di rischio. In base al più recente rapporto Codacons la città più cara dove firmare l’ RC Auto è Napoli dove si paga l’ 80,3% in più rispetto rispetto che in Val d’ Aosta, la regione dove in assoluto è più conveniente assicurare la propria vettura.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox