Distributori non stop, polemiche a sei giorni dalla legge
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – La scadenza si avvicina, le polemiche non si placano. Proprio a sei giorni dal via della nuova legge antifumo – in vigore dal 10 gennaio – i Monopoli di Stato hanno deciso lasciare aperte con orari no stop i distributori di pacchetti, quando le tabaccherie sono chiuse. La circolare è stata interpretata come un affronto dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, preoccupato che l?abolizione delle fasce orarie sia un?ulteriore agevolazione per i minorenni ad acquistare le marche preferite, mentre invece la vendita sarebbe a loro preclusa. Il ministro Sirchia si dice «rammaricato, l?iniziativa viola ogni principio di tutela della salute dei ragazzi, che l?Unione europea auspica invece venga rispettato». Il ministro non intende restare con le mani in mano e si ripromette di intervenire nelle sedi più opportune per bloccare l?iniziativa qualificata, oltre che deplorevole, «contraria agli interessi della salute pubblica». Da un anno e mezzo i distributori erano attivi solo in certi orari, specie la notte. In questo modo si tentava limitarne l?uso ai minori di 16 anni, dove il fumo è in vertiginoso aumento. I distributori dovevano entrare in funzione solo quando sarebbero stati in grado di leggere il documento di identità del cliente. Invece questi sistemi elettronici non sono ancora stati inseriti. Verranno definiti, secondo, la circolare, da un protocollo tecnico. La Federazione italiana tabaccai apprezza: «Ci allineiamo al resto d?Europa».
E sono sempre in posizione di guardia i gestori dei pubblici esercizi che aderiscono alla federazione Fipe. Stanno preparando due ricorsi al tar per contestare la norma che li obbliga a denunciare alle forze dell?ordine, pena una multa salata, il cliente che trasgredisce i cartelli.
Dal 10 gennaio si potrà godere di piena libertà solo a casa propria, all?aperto e nei luoghi dotati di aereazione e pareti fisse. I divieti, oltre a bar, ristoranti e discoteche, coinvolgono aziende e studi privati. E potrebbe sorgere il problema degli impiegati che troppo spesso si concedono la pausa-sigaretta, magari 10 o 20 volte al giorno, sottraendo tempo al lavoro. Andrebbero considerati 5 minuti di boccate ad ogni intervallo.
Si moltiplicano le adesioni all?Associazione dei fumatori cortesi, coordinati da Giuliano Bianucci: in un mese 4 mila nuovi iscritti. Non si oppongono alla legge ma denunciano il rischio di emarginazione e proclamano una giornata di protesta per il 9 gennaio. L?associazione dei consumatori del Codacons li accusa: «Siete legati alle multinazionali del tabacco».
Gradita o no (ma la maggioranza degli italiani la condividono) la legge avrà il grande merito di sottrarre i cittadini al fumo passivo e alle sostanze cancerogene. Ci si aspetta che l?essere costretti a cambiare abitudini convinca molti consumatori a provare a smettere e costringa anche coloro che intendono continuare a diminuire la dose quotidiana di sigarette.
Ci saranno nel tempo effetti positivi sull?insorgenza di tumori. L? Istituto Superiore di sanità, l?Università romana di Tor Vergata e il Gruppo Profea hanno messo in cantiere un?indagine con l?obiettivo di monitorare gli effetti dei divieti.
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