15 Dicembre 2019

Dissesto dell’ Asp: «I responsabili sono ancora lì»

«Sono stato in contatto con il Direttore del distretto tutto ieri (venerdì ndr) -ha dichiarato il Pirillo – e insieme abbiamo raggiunto un accordo. Essendo medico ho dato la mia disponibilità ad essere medico di guardia, questo per dare ai cittadini di Longobucco una garanzia. Il sindaco è presente anche in queste situazioni. E poi approfittando anche della mia professione faccio una nuova esperienza – sdrammatizza – oltre che lavorare di giorno come sindaco, lavoro anche la notte come medico di guardia. Non voglio dire che sia una provocazione – chiosa – è solo per salvaguardare l’ incolumità dei miei cittadini. Della chiusura per mancanza di medici la cittadinanza era stata informata anche con un avviso anche sul portale e sulla bacheca del Comune, avviso che ho fatto ritirare prontamente. Tranquillizzo tutti, la postazione di guardia medica in questi giorni non sarà sicuramente CATANZARO – «Sembra impossibile salvare l’ Asp di Catanzaro. Si sono dovuti arrendere anche i Commissari che, preso atto di una situazione debitoria impressionante». Lo scrive il Codacons in relazione alal notizia pubblicata ieri dal Quotidiano sulla dichiarazione di dissesto dell’ Asp di Catanzaro. «Con deliberazione 1188 viene chiesto al Commissario ad acta di attivare la procedura di dissesto per l’ Asp, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Nell’ atto in cui motivano la proposta di dissesto, i Commissari parlano di “gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci”, di “sussistenza di proce dure irregolari”, specie per quanto concerne l’ acquisto di beni e servizi e per gli interventi di manutenzione e di “rilevanti irregolarità di gestione”. Debiti scaduti per mezzo miliardo ed una gestione che definire allegra appare un eufemismo. Un disavanzo più che quintuplicato rispetto al 2014 senza un solo manager sia stato allontanato per “manifesta incapacità”. Per renderci conto del disastro – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Coda cons – basta analizzare la spesa per gli interventi di “Manuten zione e riparazione”, che è schizzata da 58mila euro del 2016 fino a raggiungere 784.513,00 euro nell’ anno successivo. Un aumento di oltre il 1350% Una “manifesta e reiterata incapacità di gestione” che ha portato l’ Azienda in una “condizio ne debitoria non più fronteggiatile” che ben si coniuga con le accertate forme di infiltrazione e condizionamento della criminalità organizzata. Dichiarare il “dissesto” è un atto dovuto per cercare di “ripristinare la legalità” palesemente violata e per evitare ulteriori penalizzanti aggravi debitori e rilessi sulla collettività in termini di assistenza ai malati. Una situazione, insomma, terrificante. Eppure- incalza Di Lieto – gli autori di questo disastro sono tutti al loro po sto e, anzi, sembra stiano “aiu tando” commissari. Nessuna meraviglia, è storia nota. La sanità è sempre stata usata per piazzare amici, amici degli amici e teste di legno, buoni solo a raccattare voti. E i risultati sono evidenti. I vertici di queste Asp non sono certo stati nominati dai marziani ma sono sempre state una stretta prerogativa di nostri valenti Governatori. Ora, considerato che, a tutt’ oggi, abbiamo il primato delle Asp sciolte per mafia e per quelle in dissesto ci auguriamo che il prossimo governatore prometta solennemente, se ha davvero a cuore le sorti dei malati calabresi, di non occuparsi mai più di sanità».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox