8 Marzo 2018

Dissesti stradali, una piaga biblica

La neve, la pioggia, le passate amministrazioni, il destino cinico e baro. Ogni scusa è buona, fatto sta che i romani, già campioni del mondo di gestione del traffico in condizioni drammatiche, si stanno dimostrando anche tra i migliori in slalom per evitare buche, voragini e crepacci delle disastrate strade della Città eterna. Anzi, è ormai probabile che limitarsi a tirar fuori le sedi stradali delle consolari dell’ epoca di Giulio Cesare consentirebbe una minor spesa in gommisti, e talvolta carrozzieri, ai malcapitati abitanti della Roma moderna. Fatto sta che ora il Campidoglio vuol correre ai ripari mettendo sul piatto risorse aggiuntive per sistemare le strade “groviera” che ormai sono un percorso di guerra con i vigili coistretti a “sorvegliare” maxi-voragini. Impegno tardivo? Giudicate voi. Al momento, al cronista occorre registrare che da Palazzo Senatorio, l’ assessore ai Lavori Pubblici Margherita Gatta si dice consapevole “dei disagi che stanno sopportando i cittadini romani. La pioggia è penetrata sotto l’ asfalto, poi con l’ arrivo del ghiaccio, l’ asfalto si è spaccato – spiega -. Voglio però rassicurare i cittadini che noi stiamo intervenendo in maniera puntuale per ripristinare al più presto l’ ordinaria viabilità. Per moltissimi anni c’ è stata un’ assenza totale di manutenzione stradale. Questa amministrazione l’ ha messa tra le sue priorità”. In testa a priorità cui non si mette mai mano, verrebbe voglia di aggiungere. Per Virginia Raggi, invece, il mantra nella manutenzione è “fare le cose per bene”. Di qui l’ operazione “Strade Nuove” con lavori programmati per circa 90 milioni di euro e 88 interventi di cui 40 già realizzati. Poi, durante l’ emergenza neve, i 1.800 interventi su strada realizzati dalla task force capitolina. E adesso, dopo l’ ondata di maltempo, è in arrivo il piano Marshall per la viabilità con fondi aggiuntivi a disposizione dei municipi. Tant’ è: da tempo era pure stata avviata una mappatura, inevitabilmente in progress, dell’ asfalto dissestato in città. Questo grazie agli inventori di un’ app chiamata “Decoro Urbano” nata nel 2011 che negli ultimi tre mesi ha registrato 110 nuove segnalazioni di buche in città. Intanto però la class action è dietro l’ angolo, il Codacons annuncia “una valanga di cause risarcitorie contro il Comune per l’ emergenza buche a Roma” e Assotutela dal canto suo si dice pronta a presentare un esposto in Procura. Su twitter intanto la fa da padrona l’ ironia, con l’ hashtag #cinebuche, riadattando il tema in chiave cinematografica: da “Maledetto il giorno che ce so’ cascato”, “Non è un Paese per gomme” o “Voragine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. In tendenza anche #karabuche: si prende il titolo di una canzone e lo si “storpia” in tema buche. “Cara buca ti schivo, sennò mi perforo un po’”, e ancora “Ci vorrebbe un gommista, qui per sempre al mio fianco”, “Le buche delle sei non fanno male, è solo il cerchione che muore”. In assenza di speranza, insomma, l’ importante è prenderla con filosofia. E un sorriso amaro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this