11 Luglio 2015

“Disservizi e tragedie la vergogna metro” E l’ ultimo sciopero conta 70 assenteisti

“Disservizi e tragedie la vergogna metro” E l’ ultimo sciopero conta 70 assenteisti
i passeggeri tra sgomento e rabbia inchiesta sulla protesta degli autisti.

CECILIA GENTILE FRANCESCO SALVATORE STAVOLTA le scale mobili funzionano. E gli operai stanno installando le luci nei corridoi. Ieri ha riaperto la stazione della linea A Furio Camillo, dove giovedì pomeriggio il piccolo Marco ha perso la vita precipitando nel vano dell’ ascensore. In strada l’ elevatore che porta ai tornelli è diventato la meta di una continua processione: la gente lascia fiori, pelouche, bigliettini. Dentro la stazione, i due ascensori dove si è svolta la tragedia sono sotto sequestro, un lungo nastro bianco e rosso li isola dai passeggeri. Fernando Campana si ferma davanti ai nastri come davanti ad un altare, rimane a lungo in meditazione, poi si avvia alla banchina. «Mi sono fermato per rendere omaggio al piccolo Marco – dice Mi ricorda la tragedia di Alfredino Rampi a Vermicino. Sono indignato. Ci avviciniamo al Giubileo dando questa pessima immagine di Roma e del trasporto pubblico: prima lo sciopero bianco dei macchinisti, ora questa tragedia. Il servizio metro è un disastro: il 1 luglio ho impiegato tre ore per tornare a casa, da Repubblica a Cinecittà. La settimana scorsa, sempre a Repubblica, nel grande caos di chi usciva e chi entrava nella metro, un uomo è finito con il piede tra la banchina e il treno. Io ed altre persone lo abbiamo tirato fuori prima che scoppiasse un’ altra tragedia». È fin troppo facile raccogliere giudizi negativi sul servizio metro. Chiunque passi da Furio Camillo ha la sua avventura da testimoniare. «Ogni giorno vengo da Ostia per lavorare qui, a Furio Camillo – racconta Claudio Paneni In condizioni di normalità ci metto un’ ora. In questi giorni di sciopero bianco almeno due. Un disastro. Il trenino della Roma Lido passa ogni mezz’ ora. Ho la tessera mensile da 35 euro, ma se potessi non la comprerei». Secondo gli investigatori della procura il personale assente dal turno nei giorni dello sciopero bianco avrebbe determinato la soppressione di quasi 400 corse nell’ arco di sole 48 ore. Settanta i macchinisti mancanti, tra ammalati o assenti dal servizio sebbene avessero garantito lo straordinario. Potrebbe diventare un nuovo caso di assenteismo di massa quello finito sul tavolo del pm Angelantonio Racanelli, coordinato dall’ aggiunto Francesco Caporale. Il fascicolo d’ indagine, al momento, è ancora contro ignoti anche se nell’ informativa della Digos, spedita in procura proprio ieri, è stato ipotizzato il reato di interruzione di pubblico servizio. Soprattutto nella giornata del 7 luglio si sono registrati più disagi fra i passeggeri. Sovraffollamenti sulle banchine e difficoltà nel deflusso delle persone, rilevati in stazioni importanti come Termini e Ottaviano, gestiti solo grazie all’ intervento degli agenti di polizia. Difficoltà amplificate dall’ assenza di un avviso che informasse il pubblico e dalla mancanza di navette sostitutive. Oltre all’ informativa della Digos l’ indagine prende spunto da altri due esposti, quello dell’ Atac e quello del Codacons. «Ho scritto al Comune senza averne risposta – spiega Gianpaolo Raponi, 26 anni, laureando in giurisprudenza – per segnalare che i gabbiotti sono quasi sempre vuoti e che alle fermate Termini, Repubblica, Barberini, Spagna e Flaminio ci sono sempre gli zingari che borseggiano. E poi ci sono tanti passeggeri che non fanno il biglietto, si infilano dietro a chi timbra ai tornelli. Se credo nel miglioramento del trasporto pubblico? No, perché non ho fiducia nella classe politica, sia di destra che di sinistra». «I vagoni sono come carri bestiame, a Termini non si riesce a entrare – si lamenta Federica Transerici – sono stata un mese a Londra e non c’ è mai stato uno sciopero, un guasto». «Pessima distribuzione del personale protesta Giuliano Irilli – gabbiotti sempre vuoti, scioperi che paralizzano il servizio. In poche parole: livelli disumani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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