Dissequestro, il Riesame studia le carte Operai e comitato, sit in contrapposti
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fonte:
- Il Mattino
Al centro c’ è l’ aula del palazzo di giustizia dove, alla presenza del procuratore di Salerno Corrado Lembo, è in corso l’ udienza del Tribunale del Riesame sul sequestro preventivo delle Fonderie Pisano. Da un lato, su corso Vittorio Emanuele, ci sono gli operai dello stabilimento di Fratte che chiedono certezze per il loro futuro. Dall’ altro lato, all’ ingresso di corso Garibaldi, ci sono gli attivisti di comitato Salute e vita, Presidio permanente e Codacons che rivendicano il diritto alla salute. Una mattinata delicata, quella di ieri, che ha raccolto nell’ arco di pochi metri tutti gli attori di una vicenda controversa. In attesa, nei prossimi giorni, di una decisione che potrebbe far scattare di nuovo i sigilli in via dei Greci. «Siamo qui perché vogliamo giustizia». Mascherine in viso e megafono in mano, Lorenzo Forte urla la sua speranza: «Ci aspettiamo che il Riesame, tenuto conto che le indicazioni della Corte di Cassazione hanno evidenziato gli errori di valutazione commessi a dicembre 2016, oggi non commetta lo stesso errore. Perché grazie a quell’ errore, legittimo perché noi rispettiamo tutte le scelte autonome della magistratura, si è permesso alle fonderie di inquinare per tutto il 2017». Il leader del comitato, come a rispondere alle ripetute minacce di querela dei Pisano, precisa: «Non lo diciamo noi, lo dice l’ Arpac che, nei controlli, ha trovato ancora una volta dieci Bat non rispettate, il non rispetto dell’ Aia». Con i cittadini si schierano anche i politici. Il consigliere di DeMa Dante Santoro punta il dito contro quella politica che non ha fatto la sua parte, con «vent’ anni di promesse disattese, e contro «la scelleratezza di chi in vent’ anni poteva e non ha programmato la delocalizzazione» portando così una «guerra tra poveri». Al presidio fa capolino pure il neodeputato di Leu Federico Conte. Che, megafono alla mano, usa parole dure: «Auspico che il Tribunale assuma un provvedimento di giustizia che ripristini quello iniziale e che rappresenti per il Comune di Salerno, ente a cui fa carico l’ onere di intraprendere una nuova iniziativa, uno sprone affinché questo avvenga. Si assuma il sindaco di Salerno tuona – la responsabilità dalla quale da troppo tempo si sta tenendo lontano». Conte non fa mancare una stoccata al Tar che «forse in maniera troppo strabica ha pensato ai livelli occupazionali trascurando la salute». Dall’ altra parte del palazzo di giustizia, gli operai sono asserragliati dietro lunghi striscioni. Con loro, Francesca D’ Elia: «La preoccupazione è altissima afferma il segretario provinciale della Fiom – Questa è un’ altra tappa di una vicenda che ci vede drammaticamente impegnati. Le maestranze hanno sentito la necessità di testimoniare le loro difficoltà in questa giornata». Ma D’ Elia guarda soprattutto al futuro. E non manca attacchi all’ amministrazione di Buccino: «C’ è preoccupazione per il futuro alla luce delle reazioni delle amministrazioni che dovrebbero ospitare il nuovo investimento. Noi non abbandoneremo quell’ idea, a tutti i costi dice – La volontà di non visionare il progetto ci meraviglia molto. Ci auguriamo che l’ amministrazione si documenti su cos’ è un’ industria 4.0». D’ Elia rievoca il passato e avverte: «L’ importanza dell’ industria non può essere a giorni alterni. L’ amministrazione di Buccino in passato è stata sempre molto sensibile al tema dell’ industria. C’ erano aziende, anche metalmeccaniche, nell’ area industriale di Buccino e in quelle vertenze l’ amministrazione è stata in prima linea per difenderle». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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