Dispositivi di protezione Il Codacons si rivolge alla Procura e al Nas
-
fonte:
- Gazzetta del Sud
Antonella Scalzi Catanzaro Dispositivi di protezione individuale, il Codacons non molla la presa e dalla diffida passa alla denuncia con annessa richiesta urgente di ispezione e intervento. Nel mirino l’ Azienda sanitaria provinciale del capoluogo di regione, sullo sfondo le segnalazioni concernenti quella che il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti di utenti e consumatori bolla come «mancanza dei minimi presìdi di sicurezza». Il riferimento è al personale in servizio sulle ambulanze del 118, alle guardie mediche, ai medici di medicina generale, ai poliambulatori e addirittura agli istituti penitenziari di pertinenza dell’ Asp. Da Catanzaro a Lamezia Terme passando per Botricello, Chiaravalle Centrale, Soverato e tanti altri centri della provincia la carenza di mascherine, guanti, ma perfino fazzoletti e carta igienica resta d’ attualità e spinge il Codacons a parlare di «situazione intollerabile che rischia di negare il diritto alla salute dei cittadini e di affollare le strutture centrali». A un mese dalla diffida rivolta all’ Asp quale input per sanare le criticità, però, poco sembra essere cambiato. La situazione oltretutto non è diversa in tante altre realtà della regione e ieri il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, ha messo la questione nelle mani della Procura di Catanzaro. Per pura coincidenza temporale l’ ha fatto ora che la governatrice Jole Santelli ha reso l’ uso della mascherina obbligatorio per tutti. L’ ordinanza, dunque, sembra fare da ciliegina sulla torta rispetto a quell’ osservanza delle regole sulla quale il Codacons insiste da settimane. Ecco perché l’ obiettivo del Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti di utenti e consumatori appare quello di spingere la magistratura a fare chiarezza anche – Di Lieto l’ ha messo nero su bianco – «attraverso l’ attività ispettiva del Nucleo antisofisticazioni e sanità dell’ Arma dei carabinieri». Sia la magistratura, insomma, a imporre ciò che il Codacons, ormai un mese fa, chiese senza successo. Questo il senso di un esposto che ieri è arrivato anche al commissario ad acta per il Piano di rientro. Saverio Cotticelli dal canto suo l’ ha già trasmesso ai Nas, mentre il Codacons si è rivolto pure alla Regione. L’ emergenza da Covid-19, insomma, mantiene alta la soglia d’ attenzione sulla tutela della salute di chi è in prima linea per curare gli altri ed è per questo che il Codacons punta all’ accertamento di «responsabilità e omissioni che – è scritto chiaramente – hanno impedito e impediscono di garantire gli strumenti obbligatori di protezione al personale, esponendo operatori sanitari e utenza a intollerabili rischi». Ma c’ è di più. Il timore di Di Lieto è che le carenze strumentali trasformino in qualche modo il personale in «strumento di contagio per il servizio prestato». Da qui l’ urgenza di un esposto che non contempla sconti sulla tutela della salute. L’ associazione denunciala carenza di mascherine e guanti tra gli operatori Il Convitto donageneri alimentari La mensa è chiusa dal 5 marzo. Ecco perché al Convitto “Galluppi” di Catanzaro il dirigente scolastico, Stefania Cinzia Scozzafava, in accordo con il direttore dei servizi amministrativi, Gabriella Amato, ha deciso di donare i generi alimentari in dispensa ai più bisognosi attraverso la diocesi, guidata da monsignor Vincenzo Bertolone. Ieri, grazie al lavoro del responsabile del magazzino del Convitto, Gregorio Mele, i prodotti sono stati consegnati al segretario particolare del vescovo, don Francesco Candia. «Dopo aver fornito agli allievi che ne avevano necessità i dispositivi per la didattica a distanza – ha riferito la dirigente – abbiamo contattato gli uffici diocesani per i prodotti in cambusa, trovando piena disponibilità a distribuire da domani questi beni».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
