1 Dicembre 2010

Disoccupazione ai massimi dal 2004 Carovita fermo a 1,7%

– MILANO – LA CRISI non allenta la morsa sul fronte del lavoro: a ottobre, se l’ occupazione è rimasta stabile (ha un posto il 57% degli italiani da 15 a 64 anni pari a 22 milioni e 890mila persone) il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’ 8,6% (era l’ 8,3 a settembre), livello mai toccato da gennaio 2004, anno di inizio delle serie storiche mensili dell’ Istat, e dal 2001 se si confrontano i dati trimestrali. Il nostro tasso di disoccupazione resta però sotto quello dell’ Eurozona (10,1% dal 10% di settembre). Dietro l’ aumento dei disoccupati, spiega l’ Istat, c’ è la crescita delle persone in cerca di occupazione che a ottobre erano 2 milioni e 167mila, in forte aumento rispetto a settembre (+4,5% pari a 93mila unità) e su ottobre 2009 (+5,7% pari a 117mila). SE IL TASSO di disoccupazione cresce per gli uomini (al 7,7%) e per le donne (10%) segna invece un calo per i giovani da 15 a 24 anni passando dal 26,5 al 26,2% ma siamo oltre la media Ue (20,1%). Infine, l’ Istat segnala la diminuzione dello 0,2 al 37,7% del tasso di inattività ma se quello maschile è sceso al 26,5% quello femminile resta al 48,8%. Quindi una donna su due non lavora e non lo cerca. I dati Istat per il segretario confederale Cgil Fammoni sono «impietosi» e dicono che «stiamo peggio degli altri». La Cgil, come la Cisl, auspica l’ avvio di politiche attive del lavoro da parte di un Governo che, accusa l’ Idv, fa solo propaganda mentre per Damiano (Pd) ci porterà a livello Grecia. Ben diverso il commento del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale i dati «dicono che fortunatamente più persone si offrono sul mercato del lavoro incoraggiate dalla ripresa». E positivo è anche il calo della disoccupazione giovanile . SE AUMENTANO i disoccupati, a novembre è invece rimasta stabile l’ inflazione confermando un più 1,7% annuo sotto l’ 1,9 della media Ocse e Ue. Il tasso dell’ 1,7%, sottolinea l’ Istat, risente della crescita dei prodotti energetici (senza sarebbe all’ 1,4) e porta l’ inflazione acquisita per il 2010 all’ 1,5%. Per Confcommercio i prezzi restano sotto controllo, preoccupano però petrolio e Rc auto che, accusa il Codacons, con il più 0,5% di novembre e più 7,1% annuo costerà a ogni automoblista 29 euro in più. Infine per Confesercenti dietro i prezzi fermi c’ è la mancata ripresa dei consumi, mentre Federconsumatori e Adusbef denunciano i rincari speculativi anche in tempo di crisi e chiedono di detassare le tredicesime.

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