«Discoteche nuovo capro espiatorio Giù le mani dai nostri eventi»
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- Quotidiano di Puglia
Paola COLACI «Con gli esposti Codacons ecco lo strano caso del Covid che colpisce, questo il messaggio contenuto nelle denunce, solo nei locali da ballo. Ma siamo stanchi di fare i capri espiatori e per pochi scellerati non possiamo pagare tutti». Il mondo della notte dice basta. E per voce del presidente nazionale del Sindacato italiano locali da ballo (Silb) Maurizio Pasca replica agli attacchi frontali del Codacons, rispendo al mittente ogni accusa di mancato rispetto delle misure di distanziamento e delle norme anti-contagio previste dall’ ordinanza regionale che porta la firma del presidente Michele Emiliano. Secondo l’ associazione dei consumatori, tuttavia, nonostante l’ impegno dei gestori, «si registra l’ impossibilità materiale di far rispettare le distanze minime e obbligare i giovani ad indossare le mascherine per proteggere se stessi e gli altri dai rischi legati al coronavirus». Ecco perché nei giorni scorsi lo stesso Codacons aveva presentato alcuni esposti alla Prefettura e alla Procura di Lecce chiedendo la chiusura della discoteca Praja di Baia Verde a Gallipoli. E nelle more degli accertamenti, delle verifiche e della conclusione dell’ iter giudiziario, la sospensione della data del 30 luglio che prevede in consolle Bob Sinclar, uno dei più noti dj a livello mondiale. Istanza che nelle prossime ore dovrebbe essere approfondita e valutata dal nuovo prefetto di Lecce Maria Rosa Trio in sede di Comitato per la sicurezza già convocato con i vertici delle forze dell’ ordine. Ma tant’ è. In attesta che la Prefettura si esprima nel merito, a prendere carta e penna questa volta è stato Pasca. Il rappresentate nazionale dell’ industria dell’ intrattenimento nei giorni scorsi ha, infatti, indirizzato una lettera allo stesso Codacons. «Siamo imprenditori, ci basiamo su fatti e su numeri anche se per mestiere abbiamo a che fare con le emozioni ha evidenziato Pasca e i dati Istat parlano chiaro: 69 persone ricoverate in terapia intensiva in tutta Italia, ma 569.000 lavoratori attivi nel comparto dell’ intrattenimento, di cui 100.000 solo nelle discoteche. E mentre in tutta Italia ci si assembra, ci si abbraccia e si vive secondo qualcuno a fermarci dovremmo essere solo noi». Dunque, l’ affondo di Pasca al Codacons. «L’ associazione denuncia le discoteche, in nome di un fantomatico contagio ma gli ospedali sono vuoti. E fuori dalle discoteche (chiuse) la gente vive come prima tuona il numero uno del Silb – Perché il Codacons non si occupa dei responsabili della morte di decine di intubati per errata diagnosi? O piuttosto, non si occupa di quanto successo nelle Rsa o della salute e della opportunità di un eventuale vaccino». Infine il messaggio chiaro e diretto di Pasca: «Siamo stanchi di essere il capro espiatorio. Per pochi scellerati incapaci di rispettare le capienze e di comportarsi in modo etico ci sono tanti ottimi gestori che danno lavoro a centinaia di famiglie, hanno a cuore i ragazzi, investono denaro in performer e attività rimarca il presidente nazionale del Silb – Gli imprenditori della notte sono persone serie, che svolgono un lavoro con grande responsabilità. Si, ci occupiamo di divertimento e allora? Divertirsi vuole dire ballare, ascoltare musica, aggregarsi, non è una fattispecie delittuosa. Siamo impegnati con le istituzioni e con i Governi a portare avanti un sistema di divertimento sano e consapevole, creando addirittura un albo di Discoteche con il Bollino blu. Negli altri Paesi il settore dell’ intrattenimento è visto con molta attenzione, i Governi facilitano anche la gestione di questa attività. In Italia, invece, siamo ancora maltrattati, umiliati e criminalizzati. Ora basta». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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