Discoteche chiuse alle 3, polemica al cubo
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Disegno di legge del governo per prevenire le stragi del sabato sera: dalle 2 stop all`alcol
Il disegno di legge passato ieri in Consiglio dei ministri prevede la chiusura delle discoteche alle 3 di notte per prevenire le stragi del sabato sera
Tempi duri si annunciano per nottambuli e discotecari, amanti dell`alcol. D`ora in poi tutti i locali di intrattenimento in cui c`è musica, con un afflusso di pubblico, dovranno chiudere alle 3, mentre sarà vietata la vendita di alcolici nelle discoteche dalle 2 e in tutti i locali dalle 3 alle 5 del mattino. È quanto prevede il disegno di legge approvato ieri mattina dal Consiglio dei ministri, che ha invece rinviato il via libera alla patente a punti.
«La scelta dell`orario limite uguale per tutte le discoteche – ha spiegato Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento – è stata presa in base ad approfonditi sondaggi. È stato infatti il 90 per cento della popolazione e il 75 per cento dei giovani interpellati ad indicarlo. In questo modo si eviteranno quei fenomeni di nomadismo e peregrinazione, da un locale all`altro, che sono tra le cause degli incidenti del sabato sera».
Dal 1992, come ha riferito Giovanardi nella conferenza stampa al termine del consiglio, le stragi del sabato sera hanno provocato la morte di 5-6 mila giovani, tra i 18 e i 25 anni, di cui solo 909 nell`ultimo anno. La legge sarà comunque sottoposta ad un controllo. «Dopo l`approvazione si farà una verifica dei suoi effetti – ha continuato -. Se dopo un anno vedremo che il numero dei morti è diminuito, anche di qualche decina, vorrà dire che sarà servito a qualcosa». Non è passata qualche ora dalla sua approvazione, che arrivano puntuali le reazioni sul ddl. «Non è un provvedimento bigotto e proibizionista – dice Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari opportunità -, gli orari di chiusura sono ragionevoli. Certo, il provvedimento può essere migliorato, magari coinvolgendo gli enti locali per i trasporti pubblici. In ogni caso non si vogliono punire gli esercizi pubblici». Positivo anche il giudizio del capo del dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso. «È un provvedimento che risponde alla necessità di intervenire su una situazione che ogni weekend costa la vita a troppi giovani».
Numerose le critiche e i giudizi polemici provenienti non solo dai politici ma anche da addetti ai lavori e associazioni. «È vergognoso – ha dichiarato Pierluigi Diaco, dj e giornalista – antiliberale e perfino antiberlusconiano. Non posso credere infatti che un amante della musica come Berlusconi possa essere d`accordo». Meglio sarebbe, come suggeriscono Gianni De Michelis dei Socialisti e Paolo Cento dei Verdi, intensificare i controlli nelle zone ad alta intensità di discoteche, con l`etilometro e l`impiego massiccio delle forze dell`ordine, o addirittura proibire la vendita degli alcolici in toto, come propone l`Intesa consumatori.
Certo è che nessuno è contento. Anche le imprese annunciano battaglia. Mentre la Sinistra giovanile invita a «lasciar ballare i giovani senza coprifuoco», Renato Giacchetto del Silb-Fipe e Edi Sommariva, direttore generale della Fipe-Confcommercio, fanno sapere che «Non lasceremo nulla di intentato perché non venga leso il diritto di intrattenimento dei cittadini e il diritto di impresa, oggi minati da un rigurgito di oscurantismo». Effettivamente, come ha riconosciuto Antonio Mazzocchi di An, «è mancato il giusto confronto con le categorie del settore. Mi auguro che in sede d`approvazione d`aula il ddl possa essere accompagnato da un`analisi sulla situazione del settore nel rispetto dei principi del libero mercato e non in maniera schizofrenica».
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