20 Giugno 2003

Discoteche, alle 3 tutti a casa

Discoteche, alle 3 tutti a casa

E dalle 2 vietata in sala la vendita degli alcolici. Ma monta la protesta





ROMA Tempi duri si annunciano per nottambuli e discotecari, amanti dell`alcol. I locali di intrattenimento in cui c`è musica, con un afflusso di pubblico, dovranno chiudere alle 3, mentre sarà vietata la vendita di alcolici nelle discoteche dalle 2 e in tutti i locali dalle 3 alle 5 del mattino. È quanto prevede il ddl approvato ieri mattina dal Consiglio dei ministri. «La scelta dell`orario limite uguale per tutte le discoteche – ha spiegato Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento – è stata presa in base ad approfonditi sondaggi. È stato infatti il 90% della popolazione e il 75% dei giovani interpellati ad indicarlo. In questo modo si eviteranno quei fenomeni di nomadismo e peregrinazione, da un locale all`altro, che sono tra le cause degli incidenti del sabato sera».
«Non è un provvedimento bigotto e proibizionista – aggiunge Stefania Prestigiacomo, ministro per le Pari opportunità -, gli orari di chiusura sono ragionevoli. Certo, il provvedimento può essere migliorato, magari coinvolgendo gli enti locali per i trasporti pubblici. In ogni caso non si vogliono punire gli esercizi pubblici». Positivo anche il giudizio del Capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso. «E` un provvedimento che risponde alla necessità di intervenire su una situazione che ogni weekend costa la vita a troppi giovani».
Numerose le critiche e i giudizi polemici provenienti non solo dai politici ma anche da addetti ai lavori e associazioni. «E` vergognoso – ha dichiarato Pierluigi Diaco, dj e giornalista – antiliberale e perfino antiberlusconiano. Non posso credere infatti che un amante della musica come Berlusconi possa essere d`accordo». Gianni De Michelis e Paolo Cento dei Verdi suggeriscono che sarebbe meglio intensificare i controlli nelle zone ad alta intensità di discoteche, o proibire la vendita degli alcolici in toto propone l`Intesa consumatori.
Certo è che che nessuno è contento. Anche le imprese annunciano battaglia. «Non lasceremo nulla di intentato perché non venga leso il diritto di intrattenimento dei cittadini e il diritto di impresa, oggi minati da un rigurgito di oscurantismo», hanno fatto sapere Renato Giacchetto del Silb-Fipe e Edi Sommariva, direttore generale della Fipe-Confcommercio.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this