25 Maggio 2021

Dischetti sulle spiagge, le riserve naturali parti civili

Il  processo  per  lo  sversamento  in  mare  di  130  milioni  di  filtri  di  plastica  fuoriusciti  dall’impianto  di  depurazione  del  comune  di  Capaccio  Paestum:  dopo  le  associazioni  Legambiente,  Wwf,  Codacons  due  Comuni  laziali  (i  “dischetti”  dalle  spiagge  campane,  nei  giorni  successivi,  raggiunsero  anche  le  coste  di  Lazio  Toscana)  che  si  erano  già  costituiti  in  udienza  preliminare,  ieri  è  toccato  ad  altri  due  enti  che  promuovono  attività  in  difesa  dell’ambienteambiente,  l’Ente  riserve  naturali  Foce  Sele,  Tanagro  Monti  Eremita  Marzano  l’associazione  Fare  verde  onlus.  Sette,  tra  funzionari  tecnici  comunali  dirigenti  della  società  di  gestione  dell’impiantoimpianto,  sono  gli  imputati  che  devono  rispondere  di  disastro  ambientale  inquinamento  doloso  provocato  tra  febbraio  marzo  del  2018  quando  le  coste  vennero  investite  da  milioni  di  dischetti  bianchi  di  circa  centimetri  di  diametro.  Ieri,  alla  prima  udienza  dibattimentale,i  difensori  degli  imputati  hanno  insistito  sull’accoglimento  delle  eccezioni  preliminari  riguardo  alla  modifica  del  capo  di  imputazione  oltre  l’ammissione  delle  numerose  richieste  di  costituzione  di  parte  civile.  Dopo  un’ora  di  camera  di  consiglio,i  giudici  della  seconda  sezione  penale  del  Tribunale  di  Salerno  hanno  sciolto  la  riserva  disponendo  che  debba  essere  rinotificato  il  decreto  che  dispone  il  giudizio  con  il  nuovo  capo  d’imputazione  (così  come  modificato  all’udienza  preliminare  di  dicembre  2020)  insieme  alla  richiesta  di  rinvio  giudizio  di  maggio  2020  in  cui  sono  indicati  gli  altri  reati.  L’udienza  è  stata  poi  aggiornata  il  prossimo  mese  di  luglio  (un  rinvio  più  lungo  rispetto  ad  una  precedente  fissazione  proprio  per  dare  il  tempo  al  pm  di  adempiere  alle  prescrizioni  del  collegio  giudicante  presieduto  dal  giudice  Lucia  Casale)  quando  si  deciderà  anche  sulla  altre  questioni  preliminari,  compresa  la  richiesta  di  un’emittente  televisiva  di  riprendere  il  processo,e  la  programmazione  delle  successive  udienze.  La  vicenda,  all’epocaepoca,  fece  molto  scalpore:  da  Capaccio,  luogo  di  partenza,  dischetti  raggiunsero  le  coste  del  Lazio  della  Toscana  ma  anche  la  Sardegna,  la  Corsica  Nizza.  Galleggiando,  possono  essere  ingeriti  da  tartarughe,  cetacei  mammiferi  perché  – visti  dal  basso  – vengono  probabilmente  scambiati  per  meduse.  Sotto  processo  sono  finiti  Carmine  Greco,  responsabile  dell’area  VI  del  Comune  di  Capaccio  responsabile  unico  del  procedimento  relativo  ai  lavoro  di  adeguamento  dell’impianto  di  deputazione  in  località  Valorato;  Giovanni  Vito  Bello  responsabile  Lavori  pubblici  del  medesimo  settore  comunale;  Antonino  Fiodo,  direttore  dei  lavori  del  raggruppamento  temporaneo;  Giuseppe  Iodice,  collaudatore  in  corso  d’operaopera;  Guido  Turconi  legale  rappresentante  della  Veolia  Water  Tecnologiers  che  si  era  aggiudicata  lavori  di  adeguamento  Gerardo  De  Rosa  amministratore  unico  della  Paistom,  azienda  che  gestiva  l’impianto  di  depurazione.  Un  ottavo  imputato  sarà  giudicato  con l’abbreviato.

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