Dischetti in spiaggia, esposto in Procura
-
fonte:
- il Tirreno
di Ivana AgostiniwORBETELLOIl mistero dei dischetti che hanno invaso le spiagge italiane finisce davanti alla magistratura. Le “rotelle” di plastica approdate anche in Maremma, in particolare sulla spiaggia della Feniglia, hanno spinto il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) a presentare un esposto alla Procura della Repubblica perché indaghi per disastro ambientale in modo da accertare i responsabili e disporne l’ arresto dando la possibilità ai danneggiati di chiedere un risarcimento per i danni subiti. Il Codacons ha presentato infatti ieri un esposto alla Procura di Grosseto (oltre che a quelle di Napoli, Salerno, Latina, Roma, Civitavecchia) chiedendo di aprire indagini urgenti sul territorio alla luce del reato di disastro ambientale. Da alcune settimane dischetti che all’ inizio sembravano parte di cialde da caffè si sono riversati sulle spiagge portati dalle mareggiate. Dischetti di plastica che, più che parte delle cialde, potrebbero provenire da sistemi di depurazione delle acque. Questi nuovi rifiuti hanno tappezzato anche la spiaggia della Feniglia: sotto la sabbia, ammucchiati gli uni vicini agli altri oppure in mezzo al resto dei rifiuti portati dal mare. Un tipo di rifiuto mai visto prima sulle spiagge che ha messo in allarme tutti soprattutto perché non si riesce a capire da dove possano provenire e che cosa siano. Per il Codacons «è necessario accertare le responsabilità che si celano dietro alla vicenda, avviando le dovute indagini per i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento», dice il presidente Carlo Rienzi. «In particolare chiediamo alla Procura di procedere al momento contro ignoti per la fattispecie di disastro ambientale, in relazione agli enormi danni subiti dalla flora, dalla fauna e dal paesaggio delle coste della Toscana invase dei dischetti di plastica. Una volta individuati i responsabili, verso costoro dovrà essere disposta la misura dell’ arresto in carcere considerata la gravità della situazione su numerose spiagge e le conseguenze per il territorio».L’ associazione offre inoltre assistenza legale «agli operatori turistici e alle strutture ricettive della Toscana interessate dalla presenza dei dischetti per i danni economici subiti, e ai cittadini residenti nelle aree coinvolte, ai fini delle dovute richieste risarcitorie che saranno avviate non appena individuati i responsabili dell’ inquinamento di mari e spiagge».La vicenda dei dischetti è monitorata anchee dal Clean Sea Life che invita chiunque li trovi sulla spiaggia a fare una segnalazione mandando foto e indicando il luogo in cui sono stati visti all’ indirizzo mail [email protected]. La presenza dei dischetti preoccupa anche il Wwf che già ieri doveva fare una pulizia di alcuni tratti di spiaggia rinviata a causa del maltempo. (i.a.)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
