3 Maggio 2015

«Discarica rifiuti, a rischio 8mila persone»

«Discarica rifiuti, a rischio 8mila persone»

Anche il Codacons prende posizione e interviene nell’ inchiesta della Procura di Catania relativa all’ area adibita a discarica abusiva di rifiuti industriali sita nel territorio di Lavinaio, frazione di Aci S. Antonio. Il segretario nazionale del sodalizio che difende i consumatori, Francesco Tanasi, ha infatti annunciato la costituzione come “parte offesa” nell’ inchiesta. Per il Codacons infatti «il sito inquinato, che si prospetta come uno dei più grossi disastri ambientali dell’ isola, di circa tre chilometri quadrati, ex area industriale di proprietà della catanese Proter, da circa 20 anni sarebbe stato trasformato in un area di stoccaggio abusivo di scarti industriali, e vi sarebbero state ammassate e nascoste tonnellate di residui di vetro, resina e stirene, collante quest’ ultimo classificato come altamente tossico per l’ ambiente e cancerogeno per l’ uomo. «Sono quindi a rischio – si legge in una nota – le ottomila persone residenti nelle vicinanze della discarica, dove negli anni sono cresciuti gli insediamenti abitativi di Monterosso, Pennisi e S. Maria La Stella, oltre la stessa Lavinaio». Per questi motivi – spiega Tanasi – il Codacons, tramite l’ avv. Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale regio nale, ha deciso di costituirsi parte offesa nell’ inchiesta aperta dalla Procura etnea, «affinché si accertino le responsabilità, per poi promuovere la costituzione di parte civile nel processo penale allo scopo di richiedere il risarcimento del danno a favore della popolazione locale». Lo stesso avv. Sardella spiega poi che il Codacons “per fare piena luce sulla pericolosità dell’ area e sulle responsabilità, ha nominato due periti tra i più autorevoli esperti in materia di discariche e rifiuti: il prof. Riccardo Maggiore, professore associato di Chimica dell’ Ambiente dell’ Università di Catania, esperto di trattamento dei rifiuti, che aveva già moni torato la discarica per conto dell’ Università, ed il prof. ing. Giuseppe Mancini, dell’ Università etnea. Gli esperti avranno anche il compito di eseguire tutti gli accertamenti giudicati necessari per stabilire la pericolosità dell’ area, nonché accertare se i materiali riversati abbiano compromesso le falde acquifere. Si tratta di un vero e proprio attentato alla salute dell’ ambiente e dei cittadini. La vicinanza di questa discarica, del tutto abusiva, ai centri abitati o a zone adibite alla coltivazione di frutta e ortaggi, non può che nuocere gravemente alla salute di tutti i cittadini, non solo locali». ANTONIO CARRECA.

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