Discarica, oggi incontro decisivo
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fonte:
- l`Adige
MANUELA CREPAZ PRIMIERO – Questa sera, il vicepresidente della Provincia Mario Tonina,in veste di assessore all’ambiente, sarà a Primiero per discutere con i sindaci data e termini della riapertura della discarica di Imèr. Nonostante il no deliberato da tutti i consigli comunali lo scorso 7 settembre, l’assessore, con competenza in tutela del paesaggio e dell’ambiente, pare voler tirare dritto sulla decisione illustrata lo scorso agosto: conferimento fin da quest’anno di circa 8000 tonnellate annue di rifiuti solidi urbani provenienti da Primiero, Valsugana e Tesino per almeno due anni, in attesa che venga ultimato un nuovo catino accanto all’attuale discarica di Ischia Podetti a Trento ormai esaurita. Tra un po’ sembrerà una presa in giro la domanda che si fece Dino Buzzati, scolpita nel centro della rotatoria all’entrata della Valle di Primiero al cospetto delle Pale di San Martino: «Sono pietre o sono nuvole?». La risposta, fanno notare in paese, guardando verso le più spettacolari cime delle Dolomiti Patrimonio Unesco, potrebbe essere: «Sono immondizie». Sì, perché la prossima «montagna» di rifiuti alzerà di 9 metri (6 metri e mezzo di spazzatura e 2 metri e mezzo di capping/riverdimento). Bel colpo per una località che basa la propria promozione sul turismo «green».E una beffa, per molti, il fatto che sia proprio il presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Tonina a riaprire i cancelli del sito chiuso nel 2015. «Una valle che sta impegnando molte energie per la sostenibilità ambientale, una delle zone più virtuose in Italia. E come premio, “mamma Provincia” insiste nel voler riaprire e innalzare la discarica, collocandola a biglietto da visita all’ingresso di una valle già martoriata dalla viabilità, rischiando di danneggiare – dopo due anni di Covid – un’altra stagione invernale e arrecando danni ambientali, logistici e turistici che avrebbero ripercussioni sul sistema locale per molti anni». Lo scrive il Comitato delle famiglie dei Masi, forte delle oltre 3000 firme raccolte per dire «no» alla discarica, nell’accorato appello, in vista dell’arrivo dell’assessore «a tutte le forze politiche, ai sindaci, ai rappresentanti della società civile e agli abitanti di Primiero, chiedendo il supporto per fermare questa iniziativa che troviamo oltremodo dannosa e irrispettosa».E aggiunge: «Dopo aver tentato diverse volte di aprire un dialogo con l’amministrazione di Imer e dopo aver chiesto a più riprese un incontro con il presidente della Provincia, constata per l’ennesima volta il loro disinteresse nei confronti nostri e dei cittadini, contrariamente a quanto dichiarato tante volte circa l’importanza del valore di sovranità dei territori e del dovere di ascolto da parte di chi amministra». Il gruppo femminile del comitato ha anche scritto direttamente al sindaco di Imèr, ribadendo la determinazione nel continuare a difendere il diritto alla salute delle famiglie dei Masi, esortando a non gravare «ulteriormente su un sito già sofferente che abbiamo ragione di ritenere una bomba ecologica, così come già più volte sostenuto da altri». E pure il Codacons Veneto è al fianco del Comitato. Come scrive in un comunicato congiunto, rilevando la pericolosità del sito, così vicino alle abitazioni e al torrente Cismon, metterà a disposizione il suo staff di legali e un avvocato esperto in ecologia ed ambiente. Anche tutti i gruppi di minoranza della valle sono solidali: ferma la loro posizione, contraria a qualsiasi compromesso. C’è pertanto attesa per la soluzione che Tonina presenterà ai sindaci.
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