27 Luglio 2016

Discarica, Giambò e Innocenti escono indenni da processo

Discarica, Giambò e Innocenti escono indenni da processo
emissione di biogas e interruzione di servizio di conferimento dei rifiuti

Leonardo Orlando BARCELLONA L’ ex presidente della società mista TirrenoAmbiente che ha gestito la discarica di Mazzarrà Sant’ Andrea, Sebastiano “Nello” Giambò, e l’ ex amministratore delegato Giuseppino “Pino” Innocenti, escono indenni dal processo in cui erano accusati di getto pericoloso di gas ai danni della popolazione locale e persino di interruzione di servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti nell’ agosto del 2009. Il giudice Francesco Alligo per il primo reato di “getto pericoloso” di biogas, ha dichiarato di «non doversi procedere» per intervenuta “prescrizione”; mentre per il secondo reato contestato, di interruzione di servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti, è stata decisa l’ assoluzione nel merito: «il fatto non sussiste». Tuttavia il giudice, in relazione al reato previsto dall’ art. 674 del codice penale di “getto pericoloso di cose”, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché siano valutate ipotesi di molestie olfattive per gli anni successivi al 2009, in quanto dalle testimonianze delle parti civili sarebbe emerso il persistere dei miasmi. Per entrambi i capi di imputazione la pubblica accusa aveva chiesto la condanna di Giambò e Innocenti sia per il reato contravvenzionale che per quello che prevede la pena della reclusione. L’ assoluzione invece è stata chiesta dai legali degli imputati, gli avv. Dalmazio e Militi. Nel processo si erano costituiti parte civile contro TirrenoAmbiente, l’ avv. Marco Cutuli per 113 privati cittadini costituitisi in comitato, l’ avv. Angela Pino per sei residenti che abitano sulla collinaprospiciente la discarica, l’ avv. Antonio Cardile per il Codacons e per conto di un singolo cittadino affetto da gravi patologie e il Comune di Furnari con l’ avv. Massimo Alosi. Parti civili che avevano depositato richieste di risarcimento danni, non sprese in considerazione. Ai gestori della discarica di Mazzarrà venivano attribuite dalla Procura di Barcellona le accuse di non aver impedito il diffondersi dei miasmi molesti che sarebbero stati causati dai rifiuti non trattati e dall’ immissione in atmosfera del biogas contenente idrocarburi metani ci che – secondo l’ originaria accusa – non verrebbe adeguatamente captato, creando danni soprattutto alla popolazione di Furnari che dista dall’ impianto di smaltimento solo poche centinaia di metri. Secondo la contestazione mossa dall’ allora pm Giorgio Nicola, i due imputati, pur in presenza «di autorizzazione integrata ambientale, omettevano di predisporre o far predisporre sufficienti strumen ti per la captazione del biogas prodotto dai rifiuti in putrefazione, effettuando un insufficiente trattamento dei rifiuti solidi biodegradabili, sottoposti a semplice trituratura e così non evitando l’ emissione di gas, nella specie idrocarburi metanici e non metanici, atti a molestare la popolazione di Furnari». Gli episodi caduti in prescrizione sarebbero stati commessi fino al 16 novembre 2009. Una seconda contestazione era quella di «interruzione del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani dal 6 agosto del 2009 al 7 agosto dello stesso anno», fatto questo per il quale Giambò e Innocenti sono stati assolti nel merito.

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