Discarica Fibronit si va in Cassazione
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Com`era prevedibile, la lunga vicenda giudiziaria legata alla realizzazione di una discarica non autorizzata di rifiuti pericolosi contenenti amianto finirà alla Corte di cassazione. La sentenza d`appello, che ha confermato l`esistenza della discarica e, come conseguenza immediata, ha sancito la confisca dei suoli inquinati a beneficio del patrimonio dello Stato, è stata infatti impugnata sia dalla procura generale presso la Corte d`appello, sia dal collegio di difesa dell`unico imputato (e condannato a poco più di un anno). Le ragioni di accusa e difesa sono evidentemente contrapposte. Stefano Artese, ex amministratore e liquidatore della società Fibronit (ora fallita) era stato condannato in primo grado per cinque capi d`imputazione. La pena, in appello, è stata praticamente dimezzata giacché, sia pure per motivazioni diverse tra loro, il collegio giudicante del secondo grado di giudizio ha fatto cadere quattro delle cinque accuse per le quali la procura della Repubblica aveva rinviato a giudizio due persone, una delle quali deceduta in corso di causa. La difesa, a questo punto, punta all`assoluzione completa di Artese. La Procura generale, al contrario, ritiene valido l`impianto accusatorio dal quale è discesa la contestazioni di reati quali il danneggiamento, l`immissione di cose pericolose (le fibre d`amianto disperse dai capannoni e dai terreni impregnati di sostanza inquinante e lasciati colpevolmente abbandonati per un decennio circa) nell`aria, la mancata bonifica (avviata nella parte degli interventi di sicurezza solo il 28 ottobre di quest`anno e per iniziativa dell`amministrazione comunale che si è sostituita al privato inadempiente) e l`inosservanza dell`ordine della pubblica autorità. Quest`ultimo aspetto, in particolare, è oggetto di contestazione anche rispetto ai contenuti della sentenza d`appello. I giudici hanno ritenuto di dover assolvere Artese in quanto, dicono, non è lui, ma il suo predecessore (poi deceduto) il destinatario delel ordinanze «ignorate» dalla Fibronit. Ma la Procura sostiene di aver prodotto un`integrazione del capo d`imputazione nel quale figurano altre ordinanze sindacali (anche queste «ignorate» dalla Fibronit) più recenti e queste erano invece indirizzate ad Artese. Sulle posizioni in campo, aleggia comunque il vero nocciolo della vicenda Fibronit, ovvero la confisca dei suoli. Si tratta di una misura accessoria rispetto alla condanna. Se non c`è più condanna, non c`è più confisca. Di più, la confisca verrebbe meno anche qualora si consumasse la prescrizione (il tempo entro il quale deve necessariamente essere pronunciata una decisione definitiva e non più appellabile). I termini, in questo caso, galoppano verso la naturale scadenza. ma su questo sono diversi i punti di vista. La scadenza più prossima è quella del luglio 2006. Al ricorso in Corte d`appello si sono aggiunte anche due delle parti civili, Wwf e Codacons. Comune e Regione, invece, enti che si sono dichiarati ampiamente soddisfatti per l`esito (la dichiarazione della confisca dei suoli) del giudizio, per ora non hanno avviato azioni. Ma le parti civili dei precedenti gradi di giudizio possono costituirsi anche successivamente alla scadenza dei termini per il ricorso. Giuseppe Armenise
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