Discarica al posto del parco fluviale
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fonte:
- Corriere Adriatico
Foce nel degrado, timori anche per la presenza dell`amianto
“Altro che parco fluviale, il Chienti assomiglia a una discarica a cielo aperto. Ed è proprio nella zona della foce, cioè la parte più delicata, dove si concentrano gran parte dei rifiuti tra cui non manca l`amianto“. Il circolo Sibilla Aleramo di Legambiente lancia l`ennesimo appello sul degrado dell`area. Una situazione certificata dalle relazioni di Arpam e Servizio di polizia ambientale della Provincia. I sopralluoghi risalgono a marzo e aprile. Si tratta di controlli innescati proprio dalle segnalazioni di Legambiente il 14 marzo.
I tecnici dell`Arpam Maria Grazia Tantucci ed Egidio Moranti hanno riscontrato “un evidente stato di degrado“ dovuto alla presenza di rifiuti di vario genere. Inoltre a 500 metri dalla foce è stato segnalato “un capanno abbandonato la cui copertura in cemento – amianto (eternit) è dispersa in frammenti“. Immerso nei rifiuti, poi, il fosso Trabocco. Stesse segnalazioni arrivano dalla polizia provinciale. Trovati, inoltre, batterie di auto, lavatrici, innumerevoli quantità di bottiglie e sacchetti di plastica, addirittura una roulotte bruciata. Dalla Provincia l`invito al Comune di “disporre la rimozione e il corretto smaltimento dei rifiuti“. Dunque il Comune è a conoscenza della situazione da quasi due mesi. “Ma non è stato fatto nulla – attacca Legambiente – anzi, Marzetti continua a parlare di aree giostrai. Ora chiederà il parere del genio civile per un`altra zona. Ma non bastano il Piano paesistico regionale, la legge Sarno, ben due sentenze del Tar?“. Legambiente annuncia un nuovo ricorso al Tar se si penserà a un`altra area giostrai. Roberto Gaetani, il legale che collabora con l`associazione, ne spiega i motivi. “L`area è cartografata nel Piano paesistico come di particolare pregio. Non sono ammessi sbancamenti di terreno, addirittura vietato l`accesso anche con le auto. L`unica destinazione è quella di parco naturale“.
Intanto finisce nel mirino del Codacons il villaggio turistico Torrenuova a nord dei laghetti di Porto Potenza. Il presidente Gaetani ha impugnato la delibera che trasforma la destinazione della zona da camping a villaggio turistico. I lavori, già iniziati, prevedono la costruzione di 120 bungalow. Per Gaetani, più che di strutture trasportabili si tratta di “appartamenti in legno“ abitati anche durante l`inverno. Il tutto su un litorale marino sul quale non si potrebbe edificare.
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