Disastro treni Delrio contro le Ferrovie
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fonte:
- Il Gazzettino
`il richiamo del ministro dei trasporti: «mai più fatti simili» alta velocità, garantito per oggi solo l’ 80 per cento delle corse
LA GIORNATA L’ onda lunga di Burian colpisce ancora i binari delle ferrovie italiane dopo la semiparalisi di lunedì a Roma e neve e ghiaccio provocano disagi e ritardi in tutta Italia. Ieri, un’ altra giornata di passione. Le parole chiave sono scambi e scaldiglie, i deviatori che indirizzano i convogli e i sistemi elettrici che devono impedire di bloccarsi per il freddo. Le temperature molto più basse del normale e le precipitazioni mettono alla prova il sistema di Rete ferroviaria italiana (Rfi) – del gruppo Ferrovie dello Stato italiane (Fs), ma usata anche da Italo – soprattutto al centro-sud, tra Roma e Napoli. «Mai più fatti simili», chiede il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. In risposta alle sue sollecitazioni Fs promette di potenziare Termini, nell’ ambito del piano di 100 milioni di investimenti per i principali nodi ferroviari metropolitani. Gli amministratori delegati di Fs Renato Mazzoncini e di Rfi Maurizio Gentile hanno illustrato al ministero «un piano finalizzato all’ obiettivo richiesto prevedendo, in particolare, un ulteriore potenziamento tecnologico della grande stazione romana». Garantito per oggi l’ 80% delle corse Alta velocità sulla direttrice Napoli-Roma-Milano e il 70% delle corse regionali del Lazio, assicura Rfi. Italo ieri ha «subito soppressioni e ritardi causati da gravi problemi dell’ infrastruttura di rete», fa sapere la compagnia concorrente di Fs, che parla di «disservizio non dipendente dalla sua responsabilità». L’ ANALISI Intanto ci si chiede cosa sia successo esattamente lunedì nella più grande stazione romana. «Il problema principale è legato agli scambi – dice l’ ingegnere Sandro Simoncini, docente di Urbanistica e progettazione ambientale all’ Università La Sapienza di Roma, già consulente di Fs e Grandi Stazioni – l’ infrastruttura ferroviaria è sicuramente da migliorare e necessita di più manutenzione per essere meno esposta a situazioni di collasso nelle criticità». Il quesito è sapere quanti dei 300 scambi di Termini abbiano funzionato. Rfi deve «immediatamente fare un riesame dei processi di manutenzione», scrive l’ Agenzia nazionale sicurezza ferrovie (Ansf) nelle disposizioni del 19 febbraio alla stessa Rfi dopo il «gravissimo incidente» di Pioltello (Milano). Un treno ha deragliato con tre morti e 46 feriti. Il mancato adeguamento alle prescrizioni, scrive ancora l’ Agenzia, «può costituire grave inadempienza in relazione al mantenimento dell’ autorizzazione di sicurezza rilasciata» e «possibile oggetto di provvedimenti restrittivi e/o sanzioni». I DISSERVIZI Il disastro di lunedì si è trasformato ieri in un lungo elenco di disservizi, cancellazioni e disagi per migliaia di utenti. Chi da Milano doveva raggiungere il sud Italia si è trovato, nonostante il biglietto in tasca, a dover affrontare lunghe file alle biglietterie in stazione, spesso senza risultato visto che tutti i treni erano già pieni. In attesa che l’ inchiesta ministeriale chiarisca dunque perché, nonostante gli annunciati piani neve, il sistema antighiaccio degli scambi non abbia funzionato, il Codacons ha già presentato un esposto a tutte le procure italiane, chiedendo ai magistrati di indagare per interruzione di pubblico servizio. I ritardi sono stati comunque molto più contenuti rispetto a lunedì ma se la situazione nel nodo di Roma si è via via risolta, i problemi stavolta si sono registrati su quello di Napoli e sulla linea adriatica Ancona-Bari. Almeno 55 convogli dell’ alta velocità, tra quelli di Trenitalia e quelli di Italo, sono stati cancellati: alcuni sulle tratte Roma-Torino e Roma-Venezia; la maggior parte sulla direttrice Milano-Napoli. Proprio il capoluogo campano ha vissuto una giornata difficile e storica. La nevicata – per ritrovarne una così intensa bisogna risalire al 1956 – ha imbiancato tutto il golfo, comprese Ischia e Capri, e ha mandato in tilt l’ intero sistema cittadino. Il sindaco Luigi De Magistris ha chiuso le scuole anche per la giornata di oggi e polemizzato con la Protezione Civile regionale: «Le previsioni meteo non hanno funzionato e ci hanno fuorviato». LE VITTIME Il gelo che non molla la presa ha fatto anche la prime vittime: un senzatetto morto assiderato sotto i portici di un palazzo a due passi dalla stazione di Milano e un irlandese che viveva in una roulotte sulla costa ferrarese. Temperature ancora in picchiata con un minimo di 36 gradi sotto zero sul monte Rosa e sul Bianco, -29 in Val di Susa, -25 a Fusine, in provincia di Udine, -23 a Piz la Ila, in val Badia. La città più fredde, con -8 gradi di minima, sono state Parma, Arezzo, L’ Aquila e Campobasso. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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