26 Gennaio 2018

Dopo il disastro, solite polemiche «I soldi soltanto all’ Alta Velocità»

Paolo Verdura MILANO Tecnici al lavoro tra polemiche e proteste dopo la tragedia ferroviaria che si è consumata ieri mattina sui binari della Milano-Treviglio-Brescia all’ altezza del deposito di Smistamento di Pioltello-Limito (Milano) in prossimità dello scalo Messina, costata la vita a 3 donne. Conclusi i soccorsi per estrarre le decine di feriti dalle carrozze in cui viaggiavano oltre 350 pendolari, i tecnici di Rfi sono ancora al lavoro per liberare la ferrovia, dal momento che la li nea è rimasta bloccata dai vagoni che si sono messi di traverso invadendo tutti e 4 i binari, compresi quelli dell’ Alta Velocità per Venezia. Frecce e intercity sono deviati su altre tratte, essendo l’ area sotto sequestro. E si indaga sulle cause del cedimento della rotaia. Delrio: subitola verità Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dopo un sopralluogo a Pioltello e una riunione in Prefettura, ha annunciato una commissione ministeriale d’ inchiesta. «Il sistema ferroviario italiano è certamente uno dei più sicuri al mondo, vogliamo la verità, è inaccettabile morire mentre si va al lavoro». Quanto alle polemiche sulla sicurezza, Delrio commenta: «oggi è il momento del rispetto e del cordoglio, della vicinanza alle famiglie. Ma in tema di sicurezza gli investimenti sono aumentati del 340% negli ultimi tre anni». La sicurezza «è la nostra priorità, in particolar modo nelle reti dei pendolari». A detta del Ministro, la linea coinvolta «è una fra le più frequentate e quindi più monitorate. Per questo, a maggior ragione, bisogna capire perché è accaduto». In Lombardia, secondo Rfi, vengono spesi ogni anno «270 milioni sulla manutenzione delle infrastrutture, di cui 130 milioni solo sui binari». Inoltre, sul tratto incriminato era transitato lo scorso 11 gennaio il “treno diagnostico”, che avrebbe compiuto un’ ulteriore ricognizione nei prossimi giorni, essendo il controllo ciclico ogni 15 giorni. Una volta al mese i binari vengono verificati da tecnici che li percorrono a piedi. I tanti segnali di allarme La tragedia di ieri era stata preceduta, nei mesi scorsi, da una lunga serie di episodi negativi per il trasporto regionale in Lombardia, con diversi disagi, testimoniati anche dalla quantità di “bonus” riconosciuti agli abbonati in caso di disservizi. Per il prossimo mese di febbraio Trenord applicherà uno sconto del 30% su 8 direttrici, tra cui non figura però la Milano -Cremona, a compensazione di precedenti disagi. Da Legambiente, associazioni dei pendolari e Codacons (che ha annunciato l’ intenzione di «denunciare le istituzioni per omissione e concorso nei reati che saranno accertati dalla magistratura», giunge, tra le altre, una accusa: «i soldi sono stati investiti solo nell’ alta velocità». Per Legambiente, «la linea Cremona -Milano è segnalata come una delle peggiori in Lombardia, conta oltre 10 mila pendolari giornalieri, su treni lenti e sovraffollati dall’ età media di 17 anni». «I convogli in servizio su alcune tratte – aggiungono i pendolari – versano in condizioni inaccettabili, sono troppo spesso soggetti a guasti e sono per lo più obsoleti».

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