24 Novembre 2020

Disastro Raggi nell’era Covid: metro C chiusa, bus stracolmi

 

Giuseppe Marino -La metropolitana senza conducente di Roma bloccata 4 ore «per mancanza di personale». La contraddizione è solo apparente, ai convogli automatici serve un controllo da remoto, ma nella capitale ai tempi di Virginia Raggi tutto è paradosso.

A partire dalla comunicazione del sindaco grillino che, mentre la linea della metropolitana chiudeva i battenti senza preavviso, scatenando l’ira dei passeggeri, postava sui social la foto della Raggi che inaugura una «macchinetta mangiaplastica» in un mercato, secondo la (lunare) strategia inaugura-tutto del M5s romano. Naturalmente, il messaggio propagandistico ha attirato le ire e il sarcasmo dei romani: «Per fortuna per fare questo spot non hai dovuto prendere la linea C».

La tratta funziona sempre a singhiozzo. Basti pensare che qualche mese fa il consigliere comunale M5s Enrico Stefano si è vantato che la frequenza delle corse era stata aumentata a una ogni quindici minuti, un ritmo più da bus di periferia che da linea della metro. Ma il caos di ieri è più grave. Per supplire allo stop senza preavviso, la municipalizzata Atac ha messo in campo all’ultimo minuto un servizio di navette totalmente insufficiente in cui i passeggeri sono stati costretti a viaggiare impilati, in totale violazione di ogni norma di distanziamento, altro che il 50 per cento di riempimento previsto dal Dpcm in vigore. Il Codacons ha annunciato l’immancabile esposto.

Ma è significativo anche il modo in cui è maturato l’intoppo: al turno di ieri mattina assenze di massa degli agenti di stazione, impossibile aprire e una possibile conferma del sospetto che la città sia sempre in balia delle solite mafiette. Il Campidoglio non fa chiarezza e si limita a tuonare, «ingiustificabile» dice l’assessore ai Trasporti Pietro Calabrese, e a minacciare ripercussioni che non arrivano mai: «L’azienda valuterà anche azioni legali nei confronti di questi dipendenti». Da parte sindacale filtra la voce che il personale sia all’osso e costretto allo straordinario da mesi.

Resta da chiedersi come sia possibile che un’azienda come Atac, con 11mila dipendenti, non riesca a far fronte a un’azione di questo tipo. Sulla quale indaga anche il Garante degli scioperi. Del resto i trasporti romani sono nel caos. Sabato notte si è incendiato il 28esimo bus da inizio anno, ma stavolta è anche scivolato sulla via Aurelia per 150 metri fino ad arenarsi contro le auto in sosta. E pochi giorni fa è stato annunciato un ritardo choc di altri 4 anni, per il completamento della Metro C. Il Campidoglio è capitolato e ha chiesto il commissariamento in stile ponte Morandi, ma al momento la pratica è bloccata al Mef. L’unica certezza è che, da Carlo Calenda a Forza Italia, sui trasporti si concentrano le critiche a Virginia Raggi. Non è difficile indovinare quale sarà il tema della vicina campagna elettorale per Roma.

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