12 Marzo 2019

Disastro aereo, dubbi su un sensore Molti Paesi tengono a terra i Boeing

ROMA. Il Boeing 737 Max 8 finisce sotto accusa dopo il disastro in Etiopia in cui sono morte 157 persone, tra cui otto italiani. Un primo verdetto potrà venire dalle due scatole nere del velivolo della Ethiopian Airlines, che sono state recuperate anche se almeno una risulta parzialmente danneggiata e quindi si dovrà vedere cosa se ne può ricavare. Intanto, però, Etiopia, Cina, Indonesia, Isole Cayman e Mongolia hanno deciso di lasciare precauzionalmente a terra tutti i Boeing Max. Si tratta di provvedimenti temporanei, in attesa di chiarimenti e di un consulto con l’ aviazione federale Usa e con la stessa Boeing: il titolo del colosso Usa, però, a Wall Street ha perso oltre il 12%, il peggior crollo in Borsa dall’ attacco alle Torri gemelle. I sospetti per l’ incidente ricadono su un difetto nel software del 737 Max che gestisce i dati relativi al sistema di protezione del cosiddetto “inviluppo di volo” che sarebbe la relazione fra l’ angolo di attacco dell’ ala, la velocità del velivolo e il flusso di aria che lo circonda. In particolare secondo gli esperti ci sarebbero forti analogie con l’ incidente dell’ ottobre 2018 in Indonesia a un altro Boeing 737 Max della Lion Air. I BOEING NEL NOSTRO PAESE. In Italia il Boeing Max vola con Air Italy – che ne ha tre nella propria flotta, i primi dei 20 che ha ordinato – e con la low cost Flydubai. In una nota, Air Italy (ex Meridiana) ha assicurato che la sicurezza dei passeggeri «8 da sempre la principale priorità. Con riguardo al B737 Max 8 e a tutti gli aeromobili operativi in flotta, la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore». L’ Associazione Nazionale Piloti, però, ha richiesto all’ Enac di intervenire su tutte le compagnie italiane che hanno in uso questa tipologia di aeromobile, «mettendo a terra le macchine e facendo i controlli necessari». Pure il Codacons ha chiesto un intervento fino a che non saranno chiarite in modo uffi ciale le cause del disastro. In Italia la procura di Roma ha aperto un’ inchiesta. Il fascicolo, coordinato dal procuratore Giuseppe Pignatone, 8 iscritto al momento senza indagati e senza ipotesi di reato. Un esperto italiano, inoltre, parteciperà all’ inchiesta sull’ incidente, ha fatto sapere l’ Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. E l’ agenzia europea per la sicurezza aerea ha assicurato che sta «monitorando da vicino» la situazione, in contatto con l’ autorità americana federale e con le autorità etiopi, ma ritiene sia troppo presto per fornire indicazioni alle compagnie europee sui B737 Max 8. UN AEREO “CONVENIENTE”. La Boeing, da parte sua, sta verificando il possibile malfunzionamento dei 737 Max, un modello di punta per i costi contenuti di acquisto, i risparmi del 20% di carburante e le spese quasi nulle per l’ addestramento dei piloti. Questi tipo di velivoli sono già stati ordinati da oltre 100 compagnie. L’ indagine «8 alle sue fasi iniziali», ha spiegato il colosso Usa, «ma a questo punto, secondo le informazioni disponibili, non abbiamo alcuna base per dare indicazioni agli operatori». Il 737 Max 8, che ha debuttato nel 2017, ha la particolarità del sensore “Angle of Attack” (angolo d’ attacco) che corregge il profilo di volo gestendo autonomamente la quota del velivolo. Le associazioni di piloti hanno lamentato di averne scoperto l’ esistenza solo dopo l’ incidente indonesiano e di non aver ricevuto una formazione adeguata per affrontare guasti o imprevisti. Al di là delle indagini resta il dolore per le 157 vittime, tra cui otto italiani, una sorta di “Internazionale del Bene” visti i tanti volontari, ambientalisti e studiosi del clima che hanno perso la vita. La quarta assemblea Onu sull’ Ambiente, che si 8 aperta a Nairobi, ha ricordato con un minuto di silenzio le vittime, fra cui tanti che avrebbero dovuto partecipare ai lavori. Il segretario generale dell’ Onu, Antonio Guterres, ha ricordato che almeno 21 dei mor ti lavoravano per l’ Onu. «È una tragedia della solidarietà», ha commentato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, «di una bella Italia che pensava al prossimo e all’ Africa, alla quale tante memorie ci legano». LE SALME DEGLI 8 ITALIANI. Potrebbero volerci «giorni, se non settimane per il rimpatrio delle salme» delle otto vittime italiane ha detto il responsabile dell’ Unità di crisi della Farnesina, Stefano Verrecchia, secondo cui, «purtroppo, situazioni di questo tempo, richiedono tempi lunghi». La Farnesina e l’ ambasciata italiana sono in «contatto costante con le autorità etiopi», ha detto Verrecchia, spiegando che le stesse autorità locali «non sono in grado di dare indicazioni temporali perché il recupero delle vittime 8 complesso». Dopo il recupero delle vittime, ha proseguito Verrecchia, si dovrà procedere all’ identificazione e poi all’ attività di riconoscimento formale.

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