8 Marzo 2017

Disalveo dei fiumi C’ è la legge regionale

Disalveo dei fiumi C’ è la legge regionale

Il Comitato civico La Nostra Gente condivide l’ iniziativa del Comune di Tronzano di difendere il territorio vercellese dall’ ennesima richiesta di fare nuove cave e discariche. Qui non conta la politica ma la difesa del territorio e la salute della gente. La zona di Valledora e dei territori limitrofi vercellesi sono una groviera di buchi, cave e discariche, che rischiano di inquinare le falde acquifere e gli acquedotti di molti comuni vercellesi ( il territorio è in discesa verso il Po). Il Comitato La Nostra Gente da tempo ricorda che non è il caso di fare nuove cave che poi diventano discariche, quando i fiumi piemontesi sono pieni di ghiaia in eccesso da portare via come la Dora Baltea,il Po e il Sesia (per stare nella nostra zona). È’ strano poi che non venga utilizzata una legge regionale del Piemonte che consente il disalveo dei fiumi, fatta fare nel 2012 dal consigliere regionale Pedrale con tutti i vincoli ed i controlli del caso. Si poteva portare via solo 10.000 metri cubi di inerti in eccesso, ma all’ epoca fu già un successo dopo trent’ anni di blocco della pulizia dei fiumi. Si poteva migliorare la legge convincendo l’ Autorità Interregionale del Po e l ‘Autorità di Bacino ad aumentare il limite di metri cubi in eccesso da asportare. Si trattava e si tratta di fare la manutenzione corretta ed ordinaria dei fiumi, togliendo la ghiaia di troppo e qualche volta aggiungendone per rallentare la velocità della corrente del fiume. Tutto ciò ovviamente sotto il controllo di Regione, Comuni e Magistratura. Facendo una corretta manutenzione dei fiumi, si hanno almeno tre vantaggi. 1) Si evitano di aprire cave, rovinando il territorio come a Valledora e con il rischio di inquinare le falde acquifere e gli acquedotti pubblici. 2) Le aziende che con regolari gare d’ appalto prenderebbero la ghiaia dai fiumi, che tra l’ altro è di ottima qualità perché già lavata dall’ acqua dei fiumi, pagherebbero la Regione ed i Comuni interessati. Questi soldi potrebbero subito essere utilizzati per bonificare finalmente le discariche che stanno inquinando il territorio come quella di Alice Castello. Inoltre sempre con questi introiti si potrebbero dare un po’ di soldi ai Comuni, che non hanno più un euro, per qualche intervento ambientale. 3) Facendo correttamente tutti gli anni la pulizia dei fiumi, come facevano una volta i nostri padri, si darebbe lavoro alle imprese edili e del movimento terra locali e qualche posto di lavoro verrebbe salvato. Analogamente con i lavori di bonifica, sistemazioni argini ci sarebbe di nuovo un po’ di lavoro. Meglio che niente e nello stesso tempo si tutelerebbe la salute dei cittadini. Comitato Civico La nostra Gente Nessun aiuto per chi ha figli Il nuovo crollo delle nascite registrato nel corso del 2016, scese a quota 474 mila con una riduzione ulteriore rispetto al 2015, è da attribuire principalmente allo stato di difficoltà economica in cui versano le famiglie italiane. La situazione di indeterminatezza e di generale impoverimento del ceto medio registrata in Italia negli ultimi anni, ha reso sempre più difficile per le famiglie mettere al mondo un figlio. I costi per mantenere un bambino sono costantemente saliti, arrivando a sfiorare nei primi anni di vita, quota 10mila euro all’ anno tra alimentari, biancheria, carrozzine, passeggini, culle, spese mediche, asili nido, baby sitter, ecc. A fronte di tali costi in crescita, il potere d’ acquisto e la capacità di spesa delle famiglie hanno subito una forte contrazione, rendendo impossibile per una consistente fetta di popolazione permettersi le spese legate alla nascita di un figlio. Senza dubbio oggi molti italiani non possono più permettersi di mettere al mondo un bambino, e sono costretti a rimandare a tempi migliori il proposito di diventare genitori, in assenza anche di un sostegno concreto da parte dello Stato. CODACONS.
 

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