Disagi Trenord: può partire la class action per i rimborsi
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fonte:
- Il Cittadino
I legali dell’ associazione di consumatori chiedono danni fino a 2mila euro per ogni pendolare ma per aderire bisogna avere ancora biglietto o abbonamento n È stato pubblicato ieri l’ atto di citazione che apre per i pendolari i termini per aderire alla class action contro Trenord, in relazione ai ritardi e alle soppressioni di treni che si erano registrati tra il 9 e il 14 dicembre del 2012. Giornate nelle quali alle difficoltà tecniche dovute all’ abbassarsi delle temperature si era sommato il cambio del sistema informatico. I sindacati dei trasporti così avevano sintetizzato l’ accaduto: «La puntualità dei treni lombardi è scesa dal consueto 98 per cento a un molto più misero 62 per cento». «I disservizi avevano coinvolto migliaia di viaggiatori – ricorda Stefano Tiberga, responsabile dello sportello di Lodi e portavoce del Codacons -: a questa azione di classe per la richiesta di risarcimento danni possono accedere tutti gli utenti, indipendentemente dal fatto che siano o meno iscritti al Codacons, e senza anticipare spese». Il sistema del risarcimento collettivo previsto dal “codice del consumatore” del 2005 prevede l’ avvio di una “causa pilota” nella quale il tribunale civile, in questo caso la decima sezione di Milano, valuta l’ ammissibilità o meno dell’ azione legale proposta: «Ora questo primo scoglio è stato superato – spiega Tiberga – e la pubblicazione ha aperto il termine di 30 giorni per il deposito degli atti di adesione degli interessati». Il tribunale dispone però che siano «possessori di abbonamento per le tratte ferroviarie Trenord nel periodo 9 dicembre 2012 e 14 dicembre 2012». I legali del Codacons avanzano al giudice civile diverse istanze, tra le quali non solo la violazione delle “condizioni generali di trasporto”, ma anche la vessatorietà di tali regole “nella parte in cui limitano il risarcimento dei danni per le ipotesi di inadempimento di Trenord. Quindi, l’ elenco delle rivendicazioni in termini di danni ai viaggiatori: si va dal rimborso del biglietto o dell’ abbonamento fino a quelli di “150 euro per ogni ora di lavoro persa”, oppure di “500 euro per ogni treno soppresso o per ritardo superiore ai 90 minuti, o per le condizioni di viaggio, di attesa, di mancanza di assistenza e di informazioni subite dal 9 dicembre e per tutta la settimana fino al 12”, ma c’ è anche la richiesta di un risarcimento danni “non patrimoniali” di 2mila euro per ciascun aderente. Prima di decidere, il tribunale citerà naturalmente anche Trenord. Per informazioni il Codacons mette a disposizione il numero 393/9803854, l’ e-mail [email protected], mentre lo sportello di Lodi, presso l’ oratorio di San Fereolo al 41 di viale Pavia, è aperto il martedì dalle 14 alle 17. Non si tratta della prima class action promossa dal Codacons, che ad esempio è uscita vittoriosa in secondo grado nei confronti di un produttore di apparecchi medicali. Intanto l’ amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè è stata ascoltata ieri dalla commissione infrastrutture del consiglio regionale e ha spiegato che da dicembre a febbraio l’ azienda ha recuperato il 10% di puntualità, passando dal 72 all’ 82% dei treni che hanno un ritardo di massimo 5 minuti, mentre le soppressioni sono scese dal 4,6% del 21 dicembre scorso allo 0,7% del 18 febbraio.
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