25 Febbraio 2002

Disagi nei voli

`Meccanici egiziani? Non si vola`




ROMA ? Una comitiva di 163 turisti francesi ieri si è rifiutata di ripartire dal Cairo per Parigi con un jet egiziano che aveva iniziato il viaggio da Hurgada dopo una riparazione dell`aereo nello scalo della capitale egiziana.

Il comandante del jet, un MD90, aveva fatto tappa al Cairo per un normale rifornimento di carburante, ma durante le operazioni si era manifestata un`avaria che ha richiesto alcune ore di sosta in più. Quando, però, è stato annunciato che si poteva ripartire i passeggeri si sono rifiutati di salire a bordo di quell`aereo e hanno atteso altre nove ore, fin quando la compagnia ha fatto giungere al Cairo un altro jet per riportarli a Parigi.

Anche questo episodio testimonia che la paura di volare non è ancora entrata nel libro dei ricordi dopo gli eventi dell`11 settembre. Ma ci sono altri aspetti che ancor prima di quei tragici attentati avevano allarmato l`opinione pubblica: i decessi attribuiti a trombosi venosa, sui voli di lungo raggio, per l`impossibilità di muoversi nelle anguste poltroncine. Una vera e propria sindrome che ha allertato la stessa Oms, l`organizzazione mondiale della sanità, e le autorità aeronautiche di molti Paesi.

Adesso il Codacons ha deciso di avviare una campagna di monitoraggio del fenomeno che verrà attuata dal primo al 29 marzo. Sarà un`operazione di ascolto per capire se gli italiani siano gli unici a non subire danni alla salute o a non viaggiare scomodi in aereo, oppure se il problema esiste davvero, ma viene tollerato con la proverbiale italica rassegnazione capace di affrontare un viaggio di dodici ore con le ginocchia in bocca e i crampi alle gambe. L`allarme per i rischi di trombosi venosa venne alla luce clamorosamente nel 1998, quando la giovane inglese Emma Christofferson svenne a Heathrow appena sbarcata da un lunghissimo volo dall`Australia (con scalo a Singapore) e morì pochi minuti dopo. L`autorità europea per l`aviazione civile Jaa ha commissionato uno studio per capire anche i rischi derivanti dai sedili troppo stretti e dalle file molto ravvicinate, in caso di abbandono di un jet in emergenza.





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