12 Giugno 2012

Disagi del 22 maggio accordo Save Codacons

Disagi del 22 maggio accordo Save Codacons

TESSERA Codacons Veneto e Save stringono un accordo sui rimborsi dei passeggeri che a causa dei ritardi del 22 maggio – giorno in cui la società di gestione dello scalo veneziano per protesta contro la mancata stipula degli accordi di programma ha aperto meno varchi di quanti ne servissero – hanno subìto disagi. Il presidente del Codacons Veneto, Franco Conte, ed Enrico Marchi, presidente Save, hanno raggiunto una posizione comune in merito all’ impasse in cui si trova il procedimento per la stipula del Contratto di programma con lo Stato che, secondo la società, frena gli investimenti dell’ aerostazione, bloccando l’ adeguamento tariffario aeroportuale, fermo da 12 anni. «Save», si legge in una nota, «si è impegnata a gestire al meglio, senza danni ai passeggeri, le elevate punte di traffico che caratterizzano la stagione estiva dell’ aeroporto e ne possono condizionare la normale attività». Dunque, specie nel fine settimana, i passeggeri possono stare tranquilli, quanto accaduto non si ripeterà. La società, sulla base di prove concrete è disponibile a rimborsare i passeggeri che per via di una eccezionale attesa ai varchi di sicurezza abbiano perso il volo nella giornata del 22 maggio, contraddistinta da una straordinaria concentrazione di viaggiatori nell’ arco di breve tempo, dovuta alla contemporanea operatività di 9 voli charter che si sono aggiunti alla normale programmazione». Codacons Veneto, da parte sua, concorda con Save sulla necessità che si giunga quanto prima alla firma del Contratto di programma, «il cui iter approvativo è ostaggio di una burocrazia che blocca piani di sviluppo che porteranno importanti ricadute positive al territorio in termini di investimenti e occupazione». «Ci siamo trovati la scorsa settimana», spiega Conte, «la società è stata molto aperta a risarcire chi avesse subìto un danno, tra l’ altro la nota più importante è che la procedura è semplificata e la burocrazia ridotta all’ osso. Chi ritiene di dover essere rimborsato, basterà che documenti cosa gli è accaduto e quanto ha dovuto pagare in più direttamente all’ aeroporto, senza passare per il Codacons. A noi i passeggeri si sono rivolti per la lunga coda, il disagio, l’ ansia e la tensione. Certo, se qualcuno ha perduto il volo e magari ne ha dovuto prendere un altro sborsando un sovraprezzo (si tratterebbe di un numero limitato, ndr), sarà risarcito. Siamo soddisfatti: nessuna delle parti si è arroccata sulla propria posizione; noi siamo partiti dal fatto che Save è in difficoltà, per questo condividiamo l’ appello al Capo dello Stato». Marta Artico ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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