21 Febbraio 2019

«Disabili mai rimborsati»

il codacons: «ascensori installati a loro spese, i soldi non arrivano»
IN UN caso sono passati tredici anni, tredici anni senza vedere un euro di rimborso. Eppure si trattava di dispositivi fondamentali per la vita di una persona con disabilità e della sua famiglia; ascensori, elevatori, montascale, tutti acquistati a proprie spese contando su un rimborso previsto dalle legge, un risarcimento rimasto però ‘fantasma’, inghiottito dalle sabbie mobili di graduatorie pubbliche e alla fine naufragato per mancanza di fondi. Eppure alcune famiglie modenesi che ora si sono rivolte al Codacons ci speravano, anzi, avevano affrontato la spesa contando proprio su quello. «Abitiamo al terzo piano – racconta Gianfranco Camellini – avevamo montato un ascensore per mia suocera che dopo è deceduta ma ora serve a mia moglie che è malata di cuore: abbiamo speso 32 mila euro. Ho fornito tutte le fatture al Comune. Di tanto in tanto chiedevo a che punto ero e mi dicevano di passare più avanti, nel frattempo sono passati tredici anni e due anni fa mi sono sentito dire che la mia ‘causa’ era andata in prescrizione, nessun rimborso». La signora Susanna Bellei aveva fatto montare nel 2010 un servoscala per il papà che si era rotto un femore, 7.500 euro di spesa per la quale si aspettava almeno un rimborso parziale, ma anche in questo caso nulla. «Ho cominciato a telefonare al Comune ma mi dicevano che non c’ erano fondi, che mio padre era 86esimo in graduatoria, poi chiamai la Regione e mi risposero che il problema era dello Stato che non dava soldi per questo tipo di rimborso. Ma se c’ è una legge che mi permette di chiedere questo contributo e alla fine non viene rispettata perché non la tolgono? Avrei cercato altre agevolazioni, ad esempio in sede fiscale». Attese così lunghe che il problema e le aspettative sono passate di generazione in generazione come nel caso della signora Anna Guaitoli. «Ho montato l’ impianto nel 2009 – ricorda – mi avevano detto da subito che la graduatoria era così lunga che avrei dovuto attendere almeno 5 anni ma nel 2014 ci hanno detto che non c’ erano più fondi . Allora c’ era un’ altra invalida in famiglia ma nel frattempo sono diventata invalida io». «Scriveremo al Comune chiedendo la posizione di ogni singolo caso – spiega l’ avvocato Codacons Massimo Grillenzoni – vogliamo chiarimenti, sapere se il denaro c’ è e quando verrà erogato». Emanuela Zanasi.

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