25 Marzo 2011

Disabili, in regola solo un bus su sei

Ogni mese 80 denunce di invalidi che non riescono a usare il trasporto pubblico
 

 
Ogni giorno a Roma ci sono almeno tre persone che non possono prendere l’ autobus. Lo scoprono dopo aver aspettato anche per un’ ora il pullman "giusto", quello equipaggiato con una pedana mobile per i diversamente abili. Solo un bus su sei, infatti, è attrezzato per far salire a bordo una persona costretta sulla sedia a rotelle. Può accadere che il bus non abbia proprio la pedana o che non sia funzionante. Tre persone ogni giorno devono rinunciare a vivere una vita normale usando quei mezzi pubblici, che di pubblico hanno davvero poco. Tra quelle persone c’ è anche la signora Silvia, disabile al cento per cento, che ha raccontato al Messaggero la sua disavventura: voleva andare con il suo nipotino al cinema, ha visto passare in via Monte Cervialto (zona Prati Fiscali) cinque autobus della linea 86 tutti senza scivolo. Alla fine un autista ha chiamato una navetta: partiva dalla stazione Termini e ha impiegato più di mezz’ ora per arrivare. Una delle tante disavventure che ogni giorno le persone disabili sono costrette a vivere, cullando il sogno "proibito" di poter salire su un bus. «Ogni mese ricevo 80 denunce da parte di persone disabili che a Roma non riescono a prendere l’ autobus, soltanto un mezzo su sei è adatto a trasportare una persona disabile» spiega Ileana Argentin, deputata del Pd con delega per i diritti delle persone disabili. «I bus con le pedane ci sono – racconta Argentin, ex delegata per i disabili nella giunta Veltroni – ma non c’ è attenzione da parte dell’ Atac per quanto riguarda il funzionamento, manca la manutenzione e le conseguenze sono disastrose per chi vorrebbe prendere un bus». In alcuni casi poi le pedane sono troppo ripide (vedi la foto in alto a destra): vengono collocate sull’ asfalto e non sulle banchine che spesso non sono raggiungibili dai disabili: non ci sono scivoli. Arrivano molte denunce anche alle associazioni dei consumatori. «Ci parlano di pedane mobili non funzionanti, oppure di autobus non equipaggiati per far salire a bordo persone disabili» spiega Gianluca Di Ascenzo, vicepresidente del Codacons che parla di «una situazione insostenibile, di persone costrette ad aspettare ore il mezzo attrezzato che spesso non arriva». «I disabili che provano a prendere un mezzo pubblico – aggiunge Di Ascenzo – si sentono abbandonati, non sanno a chi rivolgersi e spesso deve arrendersi». Così come ha fatto la signora Silvia che alla fine ha chiamato la madre per avere un passaggio. Tante le denunce presentate anche all’ Aduc. «Spesso le vetture non hanno proprio le pedane mobili» spiega Primo Mastrantoni, presidente dell’ Aduc che aggiunge: «In altri casi le pedane si incastrano, non funzionano, l’ Atac dovrebbe impegnarsi di più nella manutenzione». Mastrantoni pone un altro problema: «Dopo aver aspettato finalmente l’ autobus con pedana funzionante può accadere che il mezzo sia così pieno di gente da impedire comunque al disabile di poter salire a bordo con la sua sedia a rotelle». Vita difficile per un disabile che vorrebbe prendere un bus. Eppure la Carta dei servizi dell’ Atac dedica un capitolo intero al tema "Accessibilità e servizi per le persone con disabilità". Secondo l’ azienda il 63% dei mezzi pubblici di superfice è equipaggiato con una pedana mobile per disabili, circa 1.360 tra autobus e filobus su un totale di 2.125 mezzi. Nella percentuale sono compresi i mezzi delle 12 linee "sicure", quelle che dovrebbero funzionano unicamente con vetture equipaggiate con piattaforme elettriche. Quando la pedana non funziona o il bus ne è sprovvisto l’ autista può chiedere l’ intervento di una delle sei navette dislocate in città. Soltanto sei per tutta Roma con partenza da Eur, Cinecittà, Ponte Mammolo, piazza Mancini, Cornelia e stazione Termini. E proprio dalla stazione Termini partì il bus che doveva soccorrere Silvia e il suo nipotino: quello che si è fatto aspettare per più di mezz’ ora.
 

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