7 Ottobre 2015

Disabile intrappolata in casa «Cerchiamo un piano terra ma non abbiamo denaro»

Disabile intrappolata in casa «Cerchiamo un piano terra ma non abbiamo denaro»
l’ appello: «pronti a vendere la nostra abitazione»

di VALENTINA REGGIANI PRIGIONIERA del suo corpo, ma anche della sua casa. Ora la famiglia chiede che qualcuno la aiuti ad uscire da un incubo che va avanti da troppi anni. E’ il caso di Daniela Lisena, 40 anni, portato alla luce ieri dal vice presidente regionale Codacons Fabio Galli. Una storia dove, alla malattia, si aggiungono le difficoltà economiche. Perché Daniela, invalida al 100% e costretta in carrozzella, vive ‘segregata’ in un appartamento al secondo piano senza ascensore e per lei è quasi impossibile uscire. Il padre, pensionato, infatti, ormai fatica a sollevarla e per poterla anche solo portare a fare una passeggiata occorrono ore di intensa fatica. Il problema è che la famiglia Lisena non può permettersi un’ altra casa poiché già costretta a pagare 900 euro di mutuo per l’ abitazione in cui vive, a Sorbara. Il nodo della questione è proprio questo: i genitori della 40enne, Assunta Martignetti e Giuseppe Lisena, insieme a Daniela, si appellano a qualcuno di buon cuore, magari ad un imprenditore, che riesca ad acquistare la loro casa oppure a venderla. Questo permetterebbe alla famiglia di spostarsi in un’ abitazione in città, sicuramente a piano terra, ove Daniela non sarebbe più prigioniera. Ma quello della 40enne è un dramma nel dramma: infatti la donna è rimasta disabile a causa di una setticemia nel 2011. La famiglia si è rivolta ad un avvocato, ravvisando nella condotta dei sanitari delle gravi responsabilità. Infatti, secondo la testimonianza della famiglia, quel giorno la figlia accusò una febbre altissima, ma il medico arrivò soltanto due ore dopo. «La febbre continuava a salire e avvisammo subito il 118 – racconta la madre Assunta – arrivarono però solo volontari, che chiesero l’ ausilio dell’ automedica. L’ equipe raggiunse la nostra abitazione dopo ben due ore e mia figlia, che all’ epoca lavorava e conduceva una vita normalissima, finì in coma per 40 giorni. Grazie alle nostre cure quotidiane ora riesce ad esprimersi e a muovere almeno le braccia». Fabio Galli spiega come il problema della famiglia sia quello di essersi trovata all’ improvviso senza due fonti di reddito. «La madre ha dovuto lavorare per minor tempo, per accudire Daniela – spiega Galli – e, oltre all’ invalidità concessa alla disabile, la Regione eroga un assegno di cura da 900 euro ogni due mesi, che però è volto all’ invio di personale che si occupa di lavare la donna due volte la settimana. La 40enne avrebbe invece bisogno di riabilitazione e di poter condurre una vita normale». L’ unica soluzione per la famiglia, quindi, sarebbe quella di riuscire a vendere la propria abitazione e di trasferirsi in una casa in affitto a Modena, senza problemi di scale. In questo modo Daniela potrebbe vedere il sole non soltanto dalla finestra.
valentina reggiani

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