23 Febbraio 2010

Disabile gay picchiato, 4 parti civili

Si è aperto ieri mattina in tribunale, davanti al giudice Rodolfo Piccin, il processo a carico di tre persone rinviate a giudizio a suo tempo con l’ accusa di aver aggredito nel centro cittadino, nel gennaio 2009, un trentunenne omosessuale e disabile. L’ imputazione a carico dei tre è di concorso in violenza privata aggravata dallo stato di disagio della persona offesa. In questo delicato processo, il giudice dell’ udienza preliminare, respingendo le istanze contrarie dei difensori, aveva già ammesso la costituzione di parte civile dell’ Arcigay (con l’ avvocato Furlan) e dell’ amministrazione comunale, patrocinata dall’ avvocato Bressan, assieme a quella dei genitori del giovane che risulta parte offesa nel processo (assistiti, come rappresentanti processuali del figlio, dall’ avvocato Esmeralda Di Risio). Ieri il quadro processuale è cambiato, in quanto è stata ammessa una quarta parte civile, rappresentata dall’ avvocato Alessandro Magaraci: si tratta del Codacons regionale, che ha tra i suoi fini statutari la tutela della dignità dei disabili. Si annuncia perciò una dura battaglia dibattimentale tra la difesa da una parte e, dall’ altra, il pubblico ministero e la cosiddetta accusa privata, che presenta un fronte di ben quattro parti civili. Se ne riparlerà, comunque, il 5 luglio, quando comincerà l’ esame dei testimoni. E altre udienze sono già fissate per il 22 e il 27 settembre. A rispondere delle contestazioni sono chiamati Federico Scabbio, 22 anni, abitante a Porcia, e i pordenonesi Nicola Tuan (stessa età) e Stefano Orsaria, 40 anni. Come riferito a suo tempo, il giovane preso di mira un anno fa, affetto da difficoltà deambulatorie, stava attendendo in piazza XX Settembre il padre quando venne improvvisamente insultato e aggredito da tre persone davanti a centinaia di "spettatori" che assistettero alla scena senza intervenire. La squadra mobile della questura riuscì a risalire all’ identità dei tre solo dopo un mese di indagini. Agli investigatori, i tre accamparono scuse affermando di aver agito «per noia» e per «dare una lezione ai froci». Una lezione "giustificata" dal fatto che avevano sentito dire in giro che da quelle parti «c’ era uno che molestava i bambini». Nell’ udienza preliminare davanti al giudice Rossi, la difesa aveva eccepito l’ improponibilità della costituzione di parte civile di Arcigay e Comune col motivo, tra gli altri, che la parte offesa non aveva dichiarato il proprio consenso. Eccezioni difensive definitivamente respinte ieri in aula, come già detto. (f.f.)

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