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11 Ottobre 2012

Diritto e scienza, mondi che faticano a parlarsi

Diritto e scienza, mondi che faticano a parlarsi

P ochi mesi fa, la scorsa estate, sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con la quale la Procura di Milano ha richiesto l’ archiviazione del procedimento giudiziario promosso dai Codacons e da altre associazioni contro Letizia Moratti, Filippo Penati, Guido Podestà e Roberto Formigoni per l’ inquinamento di Milano e della nostra regione. Il documento ha un importante valore anche per chi non è uso alle cose di legge, perché costituisce un momento di riflessione sul rapporto che intercorre tra inquinamento, giustizia e salute. Dopo aver formulato una serie di dettagliatissimi quesiti ai periti tecnici nominati a svolgere un lavoro tanto improbo quanto immane, la cui accettazione può solo essere stata dettata da un ammirevole spirito di servizio, la Procura deplora una serie di difetti delle analisi scientifiche fornite dai consulenti che esprimono chiaramente la distanza astronomica che separa il mondo della scienza da quello della giurisprudenza. Il pubblico ministero lamenta infatti «l’ incertezza connessa alla causalità statistica, dovuta sostanzialmente all’ impossibilità di riconoscere chi tra i soggetti esposti svilupperà la patologia correlabile al fattore inquinante». In altri termini è come se negli studi sulla tossicità del fumo di sigaretta si fosse chiesto ai ricercatori non di dimostrare la nocività del fumo in generale ma a quale singolo individuo avrebbe creato danno. La medicina studia i fenomeni epidemiologici, descrive tendenze e mortalità, la legge vuole vedere la pistola fumante, non i danni del fumo in generale, appunto, ma la sigaretta che ha causato a quel singolo malato il tumore che l’ ha ucciso. Due mondi e due linguaggi agli antipodi. E ancora: «In ultima analisi, va rilevato più in generale che attribuire responsabilità penali per non aver impedito la concentrazione di Pm 10 superiore ai limite ammessi, può assumere rilevanza sul pian giuridico solo se legata ad un dimostrabile nesso di causalità con l’ evento (… ). Del resto, l’ evento da impedire, se si ha l’ obbligo giuridico di impedirlo, deve essere necessariamente un evento criminoso». Appunto, due linguaggi lontani e inconciliabili. Lasciamo distinti legge e scienza e non chiediamo ai tribunali risposte che altri dovrebbero darci.

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