Diritto allo studio addio
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fonte:
- L`Unione Sarda
Crescono le difficoltà di chi deve mandare i figli a scuola. Al caro libri si aggiunge anche l’ aumento dei costi della cancelleria. L’ allarme del Codacons. I libri di testo? Una spesa insostenibile. In Sardegna, come in tutto il sud, l’ acquisto di testi scolastici nuovi rappresenta un problema serio per 8 famiglie su 10. La crisi economica è sempre più profonda e far quadrare i conti è ormai una chimera. Senza dimenticare le ulteriori spese per il corredo scolastico (penne, quaderni e via dicendo) rincarato, a detta del Codacons, del 3,5 per cento rispetto a un anno fa. Nonostante il tentativo del Governo di alleggerire il peso economico sulle famiglie attraverso il Decreto Scuola (che in teoria blocca il tetto di spesa per le dotazioni librarie degli istituti) lo scenario resta critico. OLTRE TRECENTO EURO Al classico la spesa per i testi si aggira tra 193 a 382 euro, allo scientifico tra 223 e 320 euro, all’ artistico tra 183 e 258 euro. Non va meglio nei licei delle scienze umane (da 183 a 310 euro), ai linguistici (da 193 a 310 euro), negli istituti tecnici (da 208 a 310 euro) e in quelli professionali (da 142 a 254 euro). Il risultato, scontato, è il boom dei mercatini dei libri usati. A Cagliari il più tradizionale è quello di piazza Giovanni XXIII ma le iniziative per risparmiare si moltiplicano in tutta l’ Isola. A Olbia è andata in scena la trentatreesima edizione del “Mercatino dell’ usato contro il caro libri”. A sostegno delle famiglie ormai in ginocchio è scesa in campo anche la Consulta giovanile di Oristano che ha riproposto il mercatino del libro usato “No al caro-libri” in collaborazione con l’ assessorato comunale alle Politiche giovanili. POCHE RISORSE La Regione ha confermato lo stesso stanziamento dell’ anno scorso, garantendo 1.693.278 euro per il “Piano regionale di riparto, in favore dei Comuni della Sardegna, dello stanziamento per la fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo”. Un impegno che però non sembra bastare. Risulta che il 52% delle famiglie si sia rivolto direttamente ai mercatini dell’ usato (il 16% in più del 2012) e cresce anche il numero di studenti e genitori che si mettono a caccia di testi scolastici a metà prezzo sul web. Che i libri siano la prima preoccupazione per le famiglie lo dimostra anche un sondaggio di Libreriamo.it. All’ interno della spesa scolastica a preoccupare di più sono proprio i testi (46 per cento), seguiti da cancelleria e accessori (25 per cento) e dagli abbonamenti ai mezzi pubblici (11 per cento). IL COMODATO GRATUITO Un altro dato allarmante che testimonia l’ impoverimento dei sardi arriva dal capoluogo e riguarda le richieste dei testi «in comodato d’ uso gratuito» nelle scuole secondarie di primo grado (ex medie). Tali richieste risultano in certi casi raddoppiate, in altri addirittura quadruplicate. «Dirigo la scuola Foscolo di viale Marconi da quattro anni», si presenta la preside Gisella Caddeo, «quando arrivai le richieste di libri in comodato erano pari a zero, il secondo anno furono una decina, quest’ anno siamo già a quota trenta. Il Comune ci dà 1000-1500 euro, fondi provenienti dalla legge regionale 31 del 1984 per il diritto allo studio. Con questi soldi cerchiamo di rispondere alle esigenze delle famiglie più in difficoltà, ma non è facile». Escalation di richieste alla media Alfieri. «Siamo passati dalle 12 dell’ anno scorso alle 40 di quest’ anno, di cui 32 nella sede centrale di via Degioannis e 8 al Conservatorio, che da quest’ anno è accorpato all’ Alfieri», riferisce la preside, Graziella Artizzu. Situazione simile all’ istituto comprensivo Colombo, in via del Sole. «Su 250 alunni», rivela il preside Roberto Bernardini, «già 45 hanno chiesto i libri in comodato. Fino a qualche anno fa non li chiedeva nessuno. Il Comune ci dà 2500-3000 euro, il resto lo mette la scuola». FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ Possono fare domanda le famiglie con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 7000 euro annui, ma sono tanti i genitori che pur sforando la soglia li chiedono lo stesso. «Anche da noi le richieste sono in aumento», conferma Marcella Vacca (Istituto comprensivo di via Stoccolma), «quest’ anno sono già una quarantina e intendiamo soddisfarle tutte. Se sarà necessario anticiperemo noi, sperando che poi il Comune ci rimborsi. Finora lo ha sempre fatto». Paolo Loche RIPRODUZIONE RISERVATA.
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