11 Giugno 2018

« Diritti Tv , vogliono privatizzare il calcio»

Non si placa la battaglia sui diritti televisivi per le partite di Serie A. Anche il Codacons scende in campo contro la Lega Calcio sui diritti televisivi delle partite calcistiche. «Le decisioni assunte dall’ ente rischiano di penalizzare pesantemente utenti, amanti del calcio e telespettatori», afferma il presidente Carlo Rienzi, candidato al Cda della Rai. «Imporre infatti la visione in chiaro delle partite solo dopo le ore 22 della domenica equivale a “privatizzare” il calcio, impedendo a milioni di italiani di godere dello sport e dirottandoli verso costosi abbonamenti alle pay-tv che in molti non possono permettersi». «Non solo. I limiti alla trasmissione delle immagini delle partite rischiano di avere effetti a cascata anche sulle reti televisive, i cui programmi sportivi non avrebbero più motivo di esistere come nel caso di “90° minuto”, con effetti sul fronte della raccolta pubblicitaria e dell’ occupazione» prosegue Rienzi. Per tale motivo il Codacons diffida la Lega Calcio «a non assumere alcun provvedimento che limiti la visione del calcio a danno di cittadini e aziende televisive, pena una denuncia alla Corte dei Conti per i danni erariali prodotti alla collettività e alla Rai». La questione dei diritti Tv ha scatenato anche il dibattito politico. «Oggi saggiamente Paola Ferrari volto noto e amato dagli italiani, che da anni ha portato forti innovazioni nel modo di raccontare il calcio rendendolo piacevole anche ai non appassionati e ai non tifosi, sottolinea come la logica del profitto rischi di minare la popolarità del mondo del calcio. “90° minuto” va difeso perché è una colonna portante della storia della Rai. Mi auguro che la Lega voglia rivedere le proprie insensate decisioni sui diritti tv e restituire agli italiani il diritto di potersi godere le emozioni dei gol della propria squadra del cuore», afferma il responsabile comunicazione Lazio di Forza Italia, Gianni Sammarco. “90° minuto” è uno «dei ricordi più belli della domenica di quando ero bambino», aggiunge Riberto Speranza, deputato di Liberi e Uguali. «Le partite si giocavano alle 15 e si ascoltavano alla radio. Poi alle 18 avevo una voglia matta di vedere i gol della mia squadra del cuore e era giusto che la televisione pubblica mi offrisse questa opportunità. Oggi chi ha i diritti del calcio vuole solo privatizzare i profitti. E di conseguenza “90° minuto” non ci sarà più. Mi pare inaccettabile. La gioia di vedere un gol non può essere solo di chi può pagare un abbonamento al satellite».

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