11 Giugno 2018

Diritti tv, è la settimana decisiva: insorge il Codacons

ARRIVA la settimana decisiva per la lunga telenovela dei diritti tv. Mercoledì è in programma l’ assemblea di lega, subito dopo la chiusura della fase delle trattative private con gli operatori. Mercoledì è dunque il D-Day, il giorno in cui sapremo probabilmente dove vedremo il prossimo campionato di serie A. Si parte come noto da una base di un miliardo e 100 milioni per tre pacchetti. Il più ambito è il 5, che parte da 452 milioni, prevede 114 gare e dà diritto a scegliere la collocazione e l’ orario di otto big-match del campionato. Il pacchetto 6 comprende 152 gare, con altri 8 big-match. Il prezzo è dio 408 milioni. Infine, il pacchetto 7 prevede 114 gare con 4 gare cosiddette «pick» e prezzo più basso 240 milioni. Probabilmente i tre pacchetti finiranno ad operatori diversi, anche se è difficilissimo fare pronostici. Troppe le variabili: che ruolo vorrà giocare effettivamente MediaPro? Fino a che punto Mediaset si spingerà per guadagnarsi una fetta di calcio? Il Codacons intanto scende in campo contro la Lega Calcio sui diritti televisivi. «Le decisioni assunte dall’ ente rischiano di penalizzare pesantemente utenti, amanti del calcio e telespettatori – afferma il presidente Carlo Rienzi, candidato al Cda della Rai -. Imporre infatti la visione in chiaro delle partite solo dopo le ore 22 della domenica equivale a “privatizzare” il calcio, impedendo a milioni di italiani di godere dello sport e dirottandoli verso costosi abbonamenti alle pay-tv che in molti non possono permettersi». Non solo. Il presidente Codacons ritiene che i limiti alla trasmissione delle immagini delle partite rischiano di avere effetti a cascata anche sulle reti televisive, i cui programmi sportivi non avrebbero più motivo di esistere come nel caso di “90° minuto”, con effetti sul fronte della raccolta pubblicitaria e dell’ occupazione. «Per tale motivo – prosegue Rienzi – il Codacons diffida la Lega Calcio a non assumere alcun provvedimento che limiti la visione del calcio a danno di cittadini e aziende televisive, pena una denuncia alla Corte dei Conti per i danni erariali prodotti alla collettività e alla Rai». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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