13 Marzo 2018

“I dirigenti segnalino i casi alla polizia”

Niente vaccinazione? Il dirigente chiamerà la polizia. È la disposizione messa nero su bianco dalla Federazione nazionale scuole materne (Fism) ai propri iscritti su tutto il territorio nazionale. Riguarda le regioni senza «anagrafe vaccini», affidando la soluzione dei problemi nelle «regioni virtuose» a una «nota relativa alla fase di esclusione dal servizio». E con questo, il guazzabuglio-vaccini è servito. Il ministero fa pressione su Asl e Regioni, le Regioni fanno pressione sulle scuole, le scuole spingono sulle famiglie e minacciano conseguenze legali per i genitori «inadempienti». E così, nell’ eventualità di bimbi non vaccinati, toccherà al dirigente scolastico «dare pronta informazione alla locale stazione di pubblica sicurezza, affidando alla medesima ogni decisione esecutiva che l’ autorità sanitaria assumerà» riguardo «alla permanenza del minore nell’ edificio scolastico». A sbloccare l’ esecuzione del decreto del ministro della Salute è stato il parere favorevole dell’ Autorità garante della privacy (datato 22 febbraio) arrivato dopo la «bocciatura» di settembre legata alla mancanza di un modello per regolamentare il flusso di dati sensibili tra scuole e Asl. Il parere indica anche una cronologia per gli adempimenti: le scuole hanno tempo fino al 10 marzo per compilare gli elenchi degli iscritti e l’ Asl fino al 10 giugno per rispondere con la lista dei «virtuosi». Il ministero, poi, ha completato le indicazioni: le scuole hanno dieci giorni per chiedere ai genitori di consegnare la documentazione, entro il 10 luglio; in mancanza di certificazioni di vaccinazione (o esonero), i dirigenti scolastici hanno tempo fino al 20 luglio per informare i genitori dell’ esclusione dei figli dalle scuole. Dove i bambini potranno rientrare appena avranno i requisiti. Tutto questo vale per le scuole e i servizi educativi per l’ infanzia, la fascia di età a maggior rischio di malattie e contagio. Il guazzabuglio-vaccini ha scatenato le ire del presidente Codacons, Carlo Rienzi, che ha studiato la questione con l’ avvocato Tiziana Sorriento: «Si stanno creando discriminazioni dei bambini rispetto all’ obbligo vaccinale non solo tra regioni diverse, ma anche da comune a comune. Ciò determina una disparità di trattamento per le famiglie a seconda del luogo di residenza, ed eccessi inaccettabili con scuole che hanno chiesto ai genitori adempimenti ulteriori documenti rispetto a quanto previsto dalla legge ed enti che minacciano di far intervenire la polizia contro le famiglie inadempienti». E ancora: «Chiediamo oggi alle procure di tutta Italia di aprire inchieste sul territorio verificando eventuali abusi da parte delle Asl e accertando se le minacce di alcune scuole possano configurare il reato di violenza privata». BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
claudio laugeri

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