4 Aprile 2013

Dirigente anti sprechi vince il ricorso Il Codacons: «Gnassi la lasci lavorare»

Dirigente anti sprechi vince il ricorso Il Codacons: «Gnassi la lasci lavorare»

«EVITI, il sindaco Gnassi, di sanzionare dirigenti che scoprono degli inutili sprechi nella pubblica amministrazione, come invece ha fatto nei mesi scorsi», ha ammonito ieri il Codacons Emilia-Romagna nei confronti del sindaco di Rimini. La vicenda riguarda una dirigente, per la quale il Codacons ha già fatto accertare dall’ Autorità giudiziaria di Rimini l’ illegittimità di una sanzione. La diretta interessata, Virginia Panigalli, in Comune a Rimini è a capo dell’ unità operativa Trasporti scolastici-Istituzionali-Politiche del lavoro: la sua ?colpa’, secondo il Codacons, sarebbe stata quella di denunciare alcune indennità non dovute ad autisti del trasporto pubblico locale. Come si legge sul sito del Comune, Panigalli, 56enne, percepisce 73.759 euro lordi all’ anno di compenso e nel 2011 ha incassato una retribuzione di risultato (anno 2010) di 9.394 euro. La sua vicenda la racconta il presidente del Codacons Emilia-Romagna Bruno Barbieri: «Si tratta di una dirigente che lavorava fianco a fianco col predecessore di Gnassi, Alberto Ravaioli, ma che già alla fine della precedente legislatura (2006-2011, ndr) lamentava di essere stata messa in condizione di non lavorare. Ovvero, non le erano state assegnate unità operative da dirigere». . Nel momento in cui le sono stati assegnati i Trasporti, sono iniziati i problemi con l’ attuale amministrazione: «La dirigente ? sostiene il Codacons ? ha denunciato alcuni sprechi nel settore. In particolare, alcune indennità extra agli autisti non dovute. E infatti, l’ anno scorso questa erogazione di indennità è cessata». Sono tre-quattro gli autisti che hanno ricevuto per oltre un anno i compensi – a quanto pare – non dovuti: in tutto, la somma erogata si aggirerebbe sui 10 mila euro. Ma alla Panigalli sono state recapitate alcune contestazioni disciplinari, fino ad una sanzione di sospensione dal lavoro per 20 giorni. Sanzione che di recente il giudice del lavoro di Rimini Lucio Ardigò «ha considerato illegittima, stiamo aspettando le motivazioni», evidenzia Barbieri. m.gra.

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