15 Agosto 2007

Dipiazza: i dati sulle emissioni sono pagati dalla Lucchini

Il primo cittadino attacca l`assessore all`Ambiente, ma Ondina Barduzzi replica: “Abbiamo anche quelli dell`Arpa“
Il sindaco: “Presto avrò altri riscontri e potrò chiudere l`impianto di Servola“
Dipiazza: “Per la Provincia la Ferriera non inquina ma i dati sulle emissioni sono pagati dalla Lucchini“

“La Provincia per legge rilascia l`autorizzazione alle emissioni dei fumi della Ferriera. I dati per effettuare questa valutazione vengono ad essa forniti da una società commissionata, e quindi pagata, dalla stessa proprietà della Ferriera. Le rilevazioni che hanno fondato il parere allarmante dell`Azienda sanitaria, invece, sono state effettuate dall`Università su mandato del Tribunale“. Il sottile distinguo esce dalla bocca del sindaco Roberto Dipiazza, pronto ad attaccare l`amministrazione di palazzo Galatti dopo le polemiche dei giorni scorsi. Uno scontro sul committente dei rilevamenti, ma anche sugli enti e le ditte private incaricate al monitoraggio delle emissioni. Quelle diffuse nell`intera zona e quelle convogliate, cioè misurate direttamente sui camini dell`impianto di Servola. “Adesso spetto di avere in mano tutti i documenti e poi chiudo la Ferriera“, è il conto alla rovescia annunciato Dipiazza. Il primo cittadino, infatti, attende con impazienza il 31 dicembre prima di emettere un`ordinanza di chiusura dello stabilimento. Una data che coincide con la conclusione delle rilevazioni (“devono essere annuali“, ricorda il sindaco) avviate lo scorso gennaio dalla Procura della Repubblica. Un monitoraggio commissionato al Cigra, a cui il Comune “darà un supporto economico“ per dimostrare la volontà di arrivare a una conclusione della vicenda. “Alla scadenza dei dodici mesi, se la media degli sforamenti confermerà la tendenza di questa prima parte dell`anno, l`ordinanza di chiusura – dice Dipiazza – sarà un atto dovuto a tutela della salute pubblica. In piena trasparenza e nel massimo rispetto delle leggi“. Una risposta al sottosegretario Ettore Rosato, ma soprattutto all`assessore provinciale all`Ambiente, Ondina Barduzzi, che aveva invitato Dipiazza (“se esiste un problema di salute pubblica“) a copiare il collega di Piombino e chiudere lo stabilimento di Servola. Parole che evidentemente il primo cittadino ha mal digerito, tanto da passare al contrattacco con quell`accusa sui dati in possesso della Provincia. Una querelle che Dipiazza pensa di chiudere in virtù dei nuovi rilevamenti, che si concluderanno a fine anno e saranno disponibili nel gennaio 2008. “Un`ordinanza di chiusura – sostiene Dipiazza – deve avere dei presupposti giuridici estremamente solidi, viste le conseguenze prodotte da questo tipo di decisione (il timore è un ricorso al Tar per l`immediata riapertura e una contestuale causa milionaria della proprietà)“. E aggiunge, ricordando la strategia del Comune: “Sono state emesse già due ordinanze restrittive, attraverso le quali la proprietà dello stabilimento è stata intimata – spiega – a prendere dei provvedimenti urgenti sulle emissioni. Abbiamo avviato, quindi, un percorso serio e legalmente strutturato per salvaguardare la salute dei cittadini“. Una posizione che non convince la Provincia. “Sulla Ferriera noi abbiamo i dati sulle emissioni diffuse fatte dall`Arpa oltre a quelli della società – dice Barduzzi – E come dimostra il recente caso dell`inceneritore (l`impianto venne chiuso per emissioni di diossina, ndr), qualsiasi anomalia la segnaliamo prontamente alla Procura“. E aggiunge: “Recentemente abbiamo chiesto alla Lucchini-Severstal di mettere un analizzatore sui camini, ma se Dipiazza ritiene che ci sia un problema di salute pubblica – ribadisce – faccia un`ordinanza per chiudere subito la Ferriera“. Una posizione condivisa dal consigliere regionale Sergio Lupieri che invita Dipiazza a “non mimetizzarsi“ perché le ordinanze del Comune “non hanno risolto la situazione“. Secondo l`esponente della Margherita il sindaco “deve esercitare i poteri che gli sono conferiti se si ritiene che la componente delle PM10 attribuibile alla Lucchini – scrive Lupieri – rappresenti la principale fonte di inquinamento nella zona e che possa rappresentare rischi per la salute umana e l`ambiente nel suo complesso“. Si schiera con l`assessore provinciale all`Ambiente anche il Codacons: “Ha ragione la Barduzzi, se i dati sono allarmanti il sindaco agisca“. Una situazione di profondo disagio, non solo per i cittadini ma anche per gli operai che lavorano nell`impianto, che il sindacato Failms Cisal denuncia parlando di “esposizione dei lavoratori della cokeria a sostanze cancerogene“, avanzando all`Azienda sanitaria le problematiche “dopo la sospensione degli esami specifici agli operai e la mancanza di una sorveglianza sanitaria“.

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