DIPENDENZA dalle slot machine, UN’ EPIDEMIA alimentata dalla crisi
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fonte:
- La Padania
DIPENDENZA dalle slot machine, UN’ EPIDEMIA alimentata dalla crisi
entrate fiscali, sette dei quali solo dalle slot machines. Ecco quanto vale il mercato del gioco d’ azzardo in Italia, un mercato per di più che non risente della recessione, anzi, che proprio dalle difficoltà economiche degli italiani sembra alimentato. Nel 2008, che si considera generalmente come l’ inizio della crisi, il settore valeva infatti 54 miliardi. In questo quinquennio quindi il suo valore si è quasi duplicato. Tra il 2008 e il 2012 la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che avevano puntato soldi almeno una volta su uno dei tanti giochi presenti sul mercato è Regione Lombardia è pronta per varare la sua prima legge di contrasto alla ludopatia, per regolamentare in maniera più strutturata il fenomeno del gioco d’ azzardo, con particolare attenzione alla proliferazione delle slot-machine. Ieri mattina in Commissione Attività produttive il consigliere Fabio Rolfi (Lega Nord) è stato nominato come relatore del provvedimento unico che recepirà le quattro proposte di legge elaborate nei mesi precedenti dalla Giunta regionale e dai gruppi di Partito democratico, Lega Nord e Fratelli d’ Italia. «L’ obiettivo è che Regione Lombardia si doti di una normativa ad hoc entro ottobre – spiega Rolfi -. Grazie al contributo di tutti, questa sarà una legge completa e assolutamente innovativa, per rego passata dal 44 al 47%. Ecco quindi che mentre le aziende chiudevano e migliaia di persone perdevano il lavoro, nuove sale per video lottery aprivano a pochi metri una dall’ altra e migliaia di slot machines comparivano nella maggioranza dei bar. Un boom però non innocuo, ma che ha anzi por tato con se il dramma sociale della ludopatia. Secondo uno studio del Cnr sono circa un milione i giocatori patologici in Italia. Secondo altri invece addirittura un giocatore di viodeolottery su tre è affetto da ludopatia. Del resto, stabilire con precisione un numero è difficile perché vergogna e incosapevolezza molto spesso non fanno ammettere ai malati il problema. Eppure sono persone che, letteralmente, si rovinano per placare la sete di slot machine. E che, secondo la Consulta Nazionale Fondazioni Antiusura, vanno ad alimentare il mercato illegale dell’ usura e che quello, legale ma ugualmente grave, del sovraindebitamento familiare. Secondo lo studio commissionato dal Codacons all’ Università di Brescia, il giocatore ludopatico è in prevalenza uomo, disoccupato o con un lavoro saltuario e ha un basso livello di istruzione. La maggior parte frequenta le sale da gioco tra le 5 e le 7 volte a settimana e gioca anche online alme lare e in parte contrastare un fenomeno che ogni giorno fa registrare fatti di cronaca drammatici. stato fatto un buon lavoro preparatorio e arriveremo senza dubbio ad una mediazione condivisa». Nelle quattro proposte sono contenute indicazioni per l’ assistenza socio -sanitaria dei ludopatici, la costituzione di centri di ascolto, l’ erogazione di incentivi economici o di de -tassazione ai locali “no slot”, l’ introduzione di un “contributo etico” per chi invece ospita macchinette, corsi di formazione per la Polizia locale per un controllo più sistematico ed efficiente in relazione al rispetto della normativa. In cantiere anche, come annunciato prima della pausa estiva, un concorso di idee riservato a tutte le classi delle medie inferiori della tato con se il dramma sociale della ludopatia. Secondo uno studio del Cnr sono circa un milione i giocatori patologici in Italia. Secondo altri invece addirittura un giocatore di viodeolottery su tre è affetto da ludopatia. Del resto, stabilire con precisione un numero è difficile perché vergogna e incosapevolezza molto spesso non fanno ammettere ai malati il problema. Eppure sono persone che, letteralmente, si rovinano per placare la sete di slot machine. E che, secondo la Consulta Nazionale Fondazioni Antiusura, vanno ad alimentare il mercato illegale dell’ usura e che quello, legale ma ugualmente grave, del sovraindebitamento familiare. Secondo lo studio commissionato dal Codacons all’ Università di Brescia, il giocatore ludopatico è in prevalenza uomo, disoccupato o con un lavoro saltuario e ha un basso livello di istruzione. La maggior parte frequenta le sale da gioco tra le 5 e le 7 volte a settimana e gioca anche online alme Lombardia, attraverso il quale Regione Lombardia chiederà agli studenti di realizzare il logo regionale “slot free” per i locali virtuosi che rinunceranno a utilizzare macchinette destinate al gioco. Secondo l’ istituto di Fisiologia clinica del Cnr sul gioco d’ azzardo minorile, infatti, proprio gli studenti dono tra i più a “rischio”. Secondo lo studio il 45,3% degli studenti delle scuole superiori in Italia ha puntato almeno una volta somme in denaro e, aspetto certamente più preoccupante, il 20% afferma di giocare con frequenza. Emerge, poi, che il 12% dei ragazzi è decisamente a rischio ludopatia. «Coinvolgere i più giovani – sottolineano i responsabili del progetto -significa far capire loro quanto facile e rischioso sia passare dal divertimento al vizio»
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