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19 Maggio 2018

Dimentica in auto la figlia: morta

pisa l’ uomo è andato a lavoro lasciando la bimba di pochi mesi sul seggiolino si riaccende la polemica sul mancato utilizzo di allarmi sonori nelle vetture
Attilio Ievolella Terribile tragedia, ieri pomeriggio, in provincia di Pisa: una bambina, di neanche un anno, è stata ritrovata morta nell’ automobile del padre – ora sotto shock -, che l’ aveva lasciata lì alle 8 di mattina, prima di prendere servizio in azienda. Secondo quanto è stato possibile appurare sinora, l’ uomo – un ingegnere, che vive con la propria famiglia a Pisa – si è recato, di prima mattina, in macchina nel paese – San Piero a Grado – dove ha sede l’ azienda metalmeccanica per cui lavora, ha parcheggiato l’ automobile, l’ ha chiusa a chiave e si è avviato verso lo stabilimento. Egli ha però dimenticato di avere portato con sé anche la piccolissima figlia, che è rimasta rinchiusa per diverso tempo nella vettura, sotto il sole e senza neanche una piccola apertura dei finestrini ad assicurarle aria. Le tante ore trascorse in quelle condizioni si sono rivelate fatali. Così, quando è scattato l’ allarme – grazie alla segnalazione di un altro lavoratore dell’ azienda -,attorno alle 16 di ieri pomeriggio, l’ intervento dei medici del 118 – affiancati dagli uomini dei vigili del fuoco- si è rivela to inutile: essi hanno potuto solo constatare, purtroppo, che la bambina, sistemata sull’ apposito seggiolino da auto fissato al sedile posteriore, era priva di vita. Carabinieri e polizia dovranno fare luce sull’ episodio, prendendo in esame ogni dettaglio nella giornata del padre. Pare assolutamente impossibile lasciare – non volontariamente- un bambino in auto, chiudere a chiave e andare via. Eppure, episodi simili si sono già verificati in Italia. L’ ultimo in ordine di tempo si è verificato sempre in Toscana, a Castelfranco di Sopra (provincia di Arezzo), per la precisione, dove una madre, a giugno del 2017, dimentica la figlia, poco più di un anno di età, nella vettura, prima di recarsi al lavoro in Comune. È proprio la donna, una volta uscita dall’ ufficio, a scoprire coi propri occhi la tragedia, trovando la propria bimba senza vita all’ interno della vettura. A luglio del 2016 altra tragedia, sempre in Toscana, que sta volta in provincia di Livorno. Anche in questo caso è la madre a lasciare in automobile, per diverse ore, la figlia, di un anno e mezzo. Inutili i soccorsi e il successivo ricovero in ospedale. Situazione simile, nel giugno del 2015, nella zona di Vicenza. Questa volta sono entrambi i genitori a dimenticare in auto per alcune ore la figlia, di neanche un anno e mezzo. Anche in questo caso sono inutili l’ allarme e i soccorsi. Due anni prima, giugno 2013, la tragedia si verifica a Piacenza. Anche in questo caso, come avvenuto ieri nel pisano, un uomo dimentica il figlio – di due anni – nell’ auto parcheggiata prima di andare al lavoro in uno stabilimento. Il bambino rimane chiuso per oltre otto ore nella vettura, resa caldissima dal sole, e perde la vita. Due tragedie in pochi giorni nel maggio del 2011: in provincia di Perugia muore un bimbo di undici mesi, dimenticato in auto dal padre; a Teramo una bambina di quasi due anni, lasciata in auto sotto il sole per ore, muore dopo alcuni giorni, nonostante le cure in ospedale. A legare questi drammi alcuni clamorosi momenti di scarsa lucidità, costati però tante vite preziose. Soprattutto per questo il Codacons ha lanciato un nuovo grido di allarme, ricordando che «da oltre dieci anni chiediamo di rendere obbligatori dei sistemi di allarme sulle auto per avvisare il guidatore circa la presenza di bambini sui sedili posteriori», e aggiungendo che «esiste già un sistema brevettato e presentato alle case automobilistiche che non solo avvisa attraverso allarmi sonori se si esce dalla macchina lasciando i bambini sui sedili, ma che fa anche scattare in modo automatico il sistema di climatizzazione dell’ autovettura così da evitare incidenti anche gravi». Per chiudere, dal Codacons una domanda importante: «Che fine ha fatto l’ emendamento alla manovra, approvato a dicembre 2017dalla Commissione Trasporti della Camera, che avrebbe dovuto rendere obbligatori i dispositivi per segnalare quando un bambino è stato dimenticato in auto dai genitori?».
attilio ievolella

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