Dillo al Messaggero Estate
-
fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Fumare in spiaggia è considerato uno dei massimi piaceri all’aria aperta, naturalmente per chi è fumatore. Per chi non fuma, invece, è una disgrazia. Respirare il fumo passivo è a dir poco fastidioso, e se arriva direttamente in faccia, poi, diventa insopportabile. I locali pubblici da anni si sono adeguati alla normativa, invece fumare sulla battigia è un "non divieto", che andrebbe bilanciato con le regole della buona educazione e con il senso civico, non trascurando di porre attenzione a chi ci è vicino. Anna, da Follonica, scrive a "Dillo al Messaggero Estate": «Poiché sulla spiaggia sono circondata da fumatori con tanto di sigaro, e da mamme fumatrici incallite con figlioletti al seguito – lamenta la nostra lettrice – vorrei sapere se oltre alla normale convivenza civile, ci sia anche qualche divieto». Divieti di legge, appunto, non ce ne sono. Ma vale il discorso sui comportamenti personali di civiltà. A questo proposito, pare che proprio sotto l’ombrellone gli italiani siano un popolo di maleducati e di bugiardi. Infatti, secondo due tra le principali associazioni dei consumatori, l’Adoc e il Codacons, si conferma che, bugie e comportamenti tutt’altro che conformi al bon-ton da arenile la facciano da padrone anche quest’estate. Ed ecco la top ten dei "maleducati al solleone", stilata dal Codacons. Al primo posto c’è chi al telefonino parla troppo e dovunque; segue chi fra gli ombrelloni "usurpa" lo spazio vitale altrui; poi chi, tuffandosi in acqua, schizza dappertutto; chi crea code lunghissime per la doccia; chi rimprovera, a distanza alzando la voce, i figli; chi trasforma la spiaggia in un campo di calcio, pallavolo, racchettoni, freesby e chi più ne ha più ne metta. Ci sono anche quelli che ascoltano la radio a un volume insopportabile, quelli che usano il mare come cestino dei rifiuti, quelli che sollevano la sabbia correndo o scrollando l’asciugamano al vento. Per non parlare degli ambulanti e delle massaggiatrici, sempre più insistenti. Riccardo Scarselli, presidente onorario del Sib (il sindacato italiano balneari) e titolare di uno stabilimento a Vico Equense, non ha dubbi: «E’ sempre una questione di bon ton, che cerchiamo di far rispettare esibendo un apposito regolamento. Chi non lo osserva ed eccede nella maleducazione, è invitato a lasciare il lido con rimborso del biglietto d’ingresso. Ci stiamo già preparando a un superlavoro, che in genere coincide con i primi 10 giorni d’agosto: è il periodo del maggiore afflusso di bagnanti, e anche quello in cui chi ha raggiunto il luogo di vacanza tende a lasciarsi andare di più». E nel filone delle regole da rispettare, l’associazione ambientalista Marevivo (con il supporto della Japan Tobacco International) lancia una campagna di sensibilizzazione proprio contro il fumo selvaggio in spiaggia e le cicche che, inizialmente sotterrate nella sabbia o nascoste tra gli scogli, vanno inevitabilmente a finire in mare, con buona pace delle battaglie contro l’innalzamento dei livelli d’inquinamento. E’ così che giovedì (30 luglio), Marevivo lancerà a Roma la campagna "Ma il mare non vale una cicca?", per arrivare a distribuire l’8 e il 9 agosto 40mila posacenere portatili in 100 spiagge italiane, da Nord a Sud, isole comprese (a Mari Ermi, Cabras e Is Aruttas, in provincia di Oristano, da alcuni anni è vietato fumare se non si è muniti di posacenere). Le spiagge laziali interessate sono: Sabaudia, Ostia, Ladispoli e Torvajanica. Il problema non è di poco conto. Denuncia Marevivo: «Ogni anno i mozziconi di sigarette, con il loro contenuto di catrame e nicotina e il filtro che impiega da uno a cinque anni per degradarsi, formano il 37 per cento dell’immondizia raccolta nel Mar Mediterraneo».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
-
Tags: battigia, Estate, fumatori, fumo, ombrelloni, riccardo scarselli, spiaggia, telefonino
