14 Gennaio 2012

Dilaga la rivolta dei tassisti   

Dilaga la rivolta dei tassisti 
  niente servizi nelle grandi città – l’ authority: intervengano i prefetti lo scenario task force del comune di roma per informare migliaia di turisti rimasti bloccati a fiumicino e termini 

 
ROMA È stata una giornata d’ inferno ieri nella capitale per i turisti e i (pochi) romani abituati a muoversi in taxi. Niente auto bianche all’ aeroporto di Fiumicino e alla Stazione Termini, dopo la decisione dei tassisti romani di manifestare con la serrata la loro opposizione al decreto sulle liberalizzazioni allo studio del Governo. Caos e disagi che si sono ripetuti in molte città italiane e su cui l’ Autorità di garanzia sugli scioperi ha puntato i fari, per verificare se sussistano le condizioni per una precettazione. A Roma, nella centralissima via del Corso, all’ altezza di Palazzo Chigi, sede del governo, si sono riuniti circa 200 tassisti (sono 7.850 le licenze nella capitale) che hanno manifestato con urla e cartelli contro la decisione che vedrebbe la categoria tra quelle più colpite dal decreto sulle liberalizzazioni. Qualche momento di tensione, con parolacce e spintoni, si è registrato al passaggio di quei taxi i cui autisti hanno deciso di non aderire alla giornata di agitazione. «In questa situazione di crisi e con il carburante alle stelle – ha spiegato Franco Popolini, segretario regionale di Ugl taxi – è già tanto se riusciamo a coprire i costi con gli incassi delle corse». Dal Consiglio dei ministri di ieri, tuttavia, non è trapelato nulla di ufficiale sul decreto, per questo il leader dell’ Uritaxi, Loreno Bittarelli, ha fatto un appello ai tassisti affinché riprendano «da subito» il servizio, in attesa dell’ assemblea nazionale di Roma di lunedì al Circo Massimo, ma soprattutto in vista dello sciopero nazionale preannunciato per il 23 gennaio. A Fiumicino, comunque, sono stati garantiti i servizi minimi in favore di disabili, anziani o donne in cinta. «Dobbiamo ascoltare le esigenze dei tassisti – a detto la presidente del Lazio Renata Polverini – ma in questo momento stanno sbagliando perché partono in modo preventivo e in questo modo si fanno dei nemici». Nel pomeriggio di ieri l’ assessore capitolino ai Trasporti, Antonello Aurigemma, ha diffuso un comunicato tranquillizzante: «La situazione si va normalizzando. È comunque stata predisposta la presenza di una task force con personale dell’ Agenzia della Mobilità sia alla Stazione Termini che all’ aeroporto di Fiumicino per implementare l’ informazione agli utenti e per agevolare il flusso dei passeggeri verso mezzi alternativi del trasporto pubblico. L’ Amministrazione capitolina – ha aggiunto – ribadendo la legittimità di chi manifesta il proprio dissenso nei termini previsti dalle normative vigenti, perseguirà quanti si renderanno protagonisti di atti illegali o provocheranno ingiustificati disagi». In serata, anche la nota del sindaco Gianni Alemanno (attaccato dall’ opposizione del Pd per essere stato «indifferente» ai disagi dei romani): «Ho avuto un incontro informale con alcuni rappresentanti di tassisti e li ho invitati a garantire il servizio, perché non è ammissibile che un peso di questa situazione ricada sulle spalle dei cittadini romani. Ho visto segnali – ha aggiunto – si sono subito riattivati per ripristinare il servizio e mi sembra che la situazione stia tornando alla normalità. Credo che il governo debba incontrare i tassisti come tutte le altre categorie investite dalle liberalizzazioni». Tuttavia, ancora ieri in serata gli stalli dei taxi di fronte agli arrivi dei terminal 1 e 3 dell’ aeroporto di Fiumicino erano pressoché deserti. Poco prima delle 21 di vetture bianche in servizio al Leonardo da Vinci ce ne erano poche. Sui disagi causati nelle città italiane è intervenuta l’ Authority di garanzia sugli scioperi. «L’ autorità di garanzia – si legge in una nota – ha invitato i prefetti interessati a valutare se sussistano le condizioni per l’ attivazione del potere di precettazione, ai sensi dell’ articolo 8 della legge 146 del 1990, e successive modificazioni». Quando ci fu una simile protesta a Roma nel 2006, l’ Autorità sanzionò due cooperative taxi con una multa di 25mila euro ciascuna. Sul piede di guerra anche le associazioni di consumatori. Il Codacons: «La categoria – ha scritto in una nota – ha diritto di protestare, pur non condividendo i consumatori le ragioni della protesta, ma deve farlo rispettando le regole e senza creare immensi danni all’ utenza». Mentre l’ Adoc ha chiesto la sospensione della licenza per chi ha saltato i turni di servizio previsti e il ritiro della licenza per chi ha aggredito i colleghi che intendevano prestare servizio regolarmente. «I sindaci che hanno lasciato che le loro città venissero prese in ostaggio dai tassisti dove sono? – ha commentato Carlo Pileri, presidente dell’ Adoc – il blocco del servizio pubblico operato dai tassisti è illegale, sta danneggiando sia la mobilità che i cittadini e i turisti». © RIPRODUZIONE RISERVATA Berlino pA Berlino non ci sono limitazioni alle concessioni, circolano 7.200 taxi di 3.300 differenti imprese. La tariffa base è di 3,2 euro; una corsa da a 2 chilometri costa 4 euro. In tutta Germania circolano circa 50mila taxi; le centrali non hanno esclusiva territoriale Parigi pPer ottenere una licenza di taxi, in Francia, occorre passare un concorso che ha validità solo per la regione in cui viene effettuato. A Parigi ci sono 16mila taxi. Il guadagno, da dipendente di una società di taxi, arriva anche a 3mila euro al mese Londra pA Londra non ci sono restrizioni al numero di vetture taxi (25mila oggi). La domanda per ottenere la licenza costa poco, circa 40 euro. L’ aspirante tassista deve sostenere un esame per poter esercitare. L’ iter dura 2-3 anni nel complesso. La tariffa media è di circa 20 euro New York pA New York, i taxi gialli (circa 40mila con le limousine) sono di proprietà della New York city taxi and limousine commission (Tlc), un’ agenzia governativa della Città di New York la quale appalta la licenza a numerose compagnie private che investono nel business IN SINTESI Licenze Nelle misure allo studio del governo sui taxi, ci sarebbe l’ aumento del numero delle licenze. Un aspetto che ha fatto infuriare gli autisti delle auto "bianche" che temono una diminuzione dei ricavi a fronte delle spese sostenute per l’ acquisto delle licenze. In alcune città i tassisti si sarebbero indebitati per comprare le licenze taxi Compensazioni Per far ingoiare la pillola ai tassisti, il Governo starebbe studiando di accompagnare le liberalizzazioni a compensazioni una tantum a chi è già in possesso di una licenza. Proprio nei giorni scorsi i taxisti hanno chiesto all’ esecutivo un incontro per esprimere le ragioni della loro contrarietà a un provvedimento che, secondo loro li penalizza eccessivamente Flessibilità Il decreto del Governo prevederebbe anche il rilascio di più licenze a un solo operatore con la possibilità di essere sostituiti alla guida. Prevista la possibilità di rilasciare licenze part time e di consentire ai titolari di licenza una maggiore flessibilità nella determinazione degli orari di lavoro, salvo l’ obbligo di garantire il servizio minimo Tariffe Il decreto sulle liberalizzazioni prevederebbe anche una «maggiore libertà nel fissare le tariffe». A oggi le tariffe sono fissate dai Comuni. A Roma per esempio gli autisti si stanno battendo per un adeguamento dei prezzi delle corse (fermi ormai da qualche anno) al costo della vita, per compensare soprattutto il costo dei carburanti 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this