4 Luglio 2006

Dilaga in tutte le grandi città d`Italia la rivolta dei tassisti

Dilaga in tutte le grandi città d`Italia la rivolta dei tassisti

“Siamo decisi a non mollare“. Unica condizione per trattare il ritiro del decreto. Oggi incontro al ministero



ROMA. Dilaga in tutte le grandi città d`Italia la rivolta dei tassisti contro il decreto sulle liberalizzazioni delle licenze del governo Prodi. Ieri, a quattro giorni dal via libera in consiglio dei ministri, la protesta ha paralizzato servizio e traffico a Roma, Milano, Torino, Genova coinvolgendo anche Napoli e Palermo, due città finora rimaste fuori da taxi selvaggio. Raccordo anulare di Roma paralizzato, aeroporti intasati da passeggeri infuriati (da Linate a Fiumicino), il centro della capitale invaso da cortei di taxi. E ancora: l`aeroporto di Caselle a Torino paralizzato. Il sindaco di Milano Moratti che, per ragioni politiche, solidarizza con i scioperanti. E comitati spontanei, minacce di lotta ad oltranza. Il ministero per lo Sviluppo economico ha convocato per oggi i rappresentanti dei tassisti. L`incontro – che a quanto si apprende dovrebbe essere a livello tecnico senza la presenza del ministro Bersani – è stato richiesto “urgentemente“ dalla categoria e si svolgerà nel primo pomeriggio con una delegazione ristretta delle sigle. Ieri, a quattro giorni dal via libera al decreto Bersani, la protesta ha paralizzato servizio e traffico a Roma, Milano, Torino, Genova coinvolgendo anche Napoli e Palermo. I pochi autisti che hanno provato a lavorare sono stati minacciati e in qualche caso malmenati dai loro colleghi e in diversi casi i conducenti delle auto pubbliche si sono rifiutati di imbarcare persone in difficoltà per la paura di scatenare le reazioni degli scioperanti. In attesa della giornata nazionale di sciopero, già indetta per il prossimo 11 luglio, i tassisti non hanno alcuna intenzione di mollare la presa, preannunciando scioperi a singhiozzo e blocchi stradali per costringere il governo a “sospendere l`operatività l`esecutività del provvedimento a discutere immediatamente i termini e gli effettivi della nuova regolamentazione“ come chiesto ieri dal portavoce nazionale della categoria, Maurizio Longo. “I tassisti sono disperati, dalla tensione che c`è la partita si giocherà fino all`ultimo“, ha detto Longo lanciando l`allarme per la probabile radicalizzazione dello scontro. “La categoria non mollerà, anzi avverto il rischio di un`azione di polizia, ecco perchè mi pare poco responsabile da parte del governo non avviare immediatamente un confronto“, ha aggiunto il responsabile nazionale Cna Fit, portavoce del coordinamento Taxi italiano. “La condizione per discutere con il governo è sospendere il decreto“, aggiunge il coordinatore nazionale dell`Ugl Taxi, Pietro Marinelli. Secondo la categoria con i ricavi attuali non sarebbe la possibilità di pagare altri tassisti salvo rivedere le tariffe verso l`alto. Una teoria che non convince affatto le associazioni dei consumatori, decise a far valere le ragioni del cittadino contro lo strapotere delle lobby e pronte a scendere in piazza se continuerà la protesta dei tassisti. “Siamo stati i primi a proporre la vendita dei farmaci nei supermercati, a proporre la liberalizzazione delle licenze dei taxi e l`abolizione dei limiti tariffari per i professionisti“, ricorda Francesco Tanasi, segretario del Codacons. L`associazione si dice pronta a organizzare contromanifestazioni per difendere il portafoglio dei consumatori che grazie al decreto avranno un risparmio di 500 euro all`anno e intanto predispone una serie di esposti alle procure sulle proteste selvagge di queste ore. Una preoccupazione condivisa dalla Commissione di garanzia dell`attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che ieri ha chiesto “urgenti informazioni“ ai prefetti delle città interessate sulle modalità di sospensione del servizio. “Il rifiuto delle prestazioni da parte dei tassisti sarebbe uno sciopero ireggolare“, avverte Antonio Martone, presidente della Commissione, anticpando di aver convocato per mercoledì prossimo la Commissione per stabilire cosa fare per mettere fine al taxi selvaggio. Se il muro contro muro continuerà, la Commissione può intervenire con diverse ipotesi che vanno dalle sanzioni pecunierie alla precettazione.

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